L’assalto alle ville
del giornalista russo
«Non sono laghée»

L’amarezza dei sindaci di Menaggio e Pianello che non hanno però dubbi sulla matrice degli episodi

L’assalto alle ville del giornalista russo «Non sono laghée»
La villa di Pianello imbrattata dalla vernice rossa

«I fatti che si sono verificati a Menaggio mercoledì all’alba hanno avuto, nostro malgrado, un’eco internazionale. Gli inquirenti stanno indagando per risalire ai responsabili».

Esordisce così, il sindaco di Menaggio, Michele Spaggiari, in merito all’episodio avvenuto nella proprietà di Loveno del giornalista Vladimir Solovyev (giornalista televisivo molto noto in Russia e considerato in ottimi rapporti con il presidente Putin), con ignoti che hanno dato fuoco ad alcuni copertoni di auto a ridosso della villa attualmente in ristrutturazione. Provocando, come riferivamo nell’edizione di ieri, qualche apprensione e danni lievissimi, a parte l’annerimento di una parete dell’abitazione.

Spaggiari, comunque, sgombra il campo da ogni equivoco: «Gesti del genere non ci appartengono e non servono certo a mettere fine alla guerra in corso, ma noi condanniamo fermamente e senza indugio l’operato del presidente Putin, che sta portando avanti un’aggressione ingiustificata e senza senso nei confronti dell’Ucraina. Nel contempo – prosegue il primo cittadino – tanti cittadini europei e anche di Menaggio stanno accogliendo centinaia di migliaia di profughi Ucraini, cercando, di offrire loro aiuto e supporto, nella speranza che presto possano tornare alle loro case con la guerra finita».

Il sindaco ritiene che gli autori non siano suoi compaesani, anche perché altro vandalismi nei confronti di Solovyev sono stati compiuti la stessa notte nella villa di Pianello del Lario, ma si dice rammaricato.

«Questa azione rischia di gettare una cattiva ombra sulla nostra comunità e sul nostro territorio. Un’ombra che non vogliamo e che non meritiamo. Sono certo che i responsabili non siano né di Menaggio, né del territorio e spero che al più presto venga fatta chiarezza su quanto accaduto».

A Pianello del Lario il magnate russo era riuscito addirittura a trasferire la residenza. La mega villa dell’Alto Lario è stata imbrattata su una parete con vernice rossa, al pari della piscina, mentre sui pilastri delle entrate sono comparse eloquenti scritte. «Spero tanto che non si tratti di un’azione computa da abitanti di Pianello, perché in quel casi mi vergognerei un po’ – interviene il sindaco del paese, Dino Giucastro – Sono comunque quasi caso certo che non c’entrino miei compaesani. La guerra è condannabile i tutti i sensi, ma chi commette simili azioni vandaliche non è giustificabile in alcun modo». (Gianpiero Riva)

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