Lenno, altro che messe nere  Erano le riprese di un videoclip

Lenno, altro che messe nere

Erano le riprese di un videoclip

Una croce illuminata e persone con mantello sono state viste l’altra sera sulla spiaggia. Cittadini allarmati in piazza, l’intervento di carabinieri e vigili. Nessun giallo: alcuni studenti giravano una scena

Tutto si poteva aspettare, la giovanissima troupe alla ricerca di una location in cui ambientare un videoclip musicale, tranne che una croce illuminata alta quasi due metri con varie tonalità cromatiche (dal bianco al “rosso fuoco”) passasse inosservata nella buia serata di Lenno.

L’episodio - che da inquietante è stato derubricato dopo le spiegazioni (peraltro convincenti) del caso a curioso o quantomeno singolare - è avvenuto venerdì sera in quella che in paese è conosciuta come “seconda spiaggia”, dopo il lido comunale.

La prima segnalazione è scattata poco dopo le 19.30, quando un residente ha avvistato dalla finestra di casa “una croce illuminata di rossa alla seconda spiaggia”, chiedendo lumi. Da lì in poi - tenendo conto anche dell’emergenza Coronavirus in essere - hanno cominciato a circolare - dentro e fuori la rete - le ipotesi più disparate su quanto stava accadendo.

C’è chi, senza troppi fronzoli, ha parlato di “messa nera” e chi di “rito scaccia-virus”, con tanto di figuranti (termine improprio, ma efficace) agghindati con mantelli rossi. Ad un certo punto il clamore della vicenda - con un drappello di residenti che dalle finestre delle rispettive abitazioni e dalla piazza XI Febbraio osservavano l’evolversi della situazione - è stato tale che il tam tam è arrivato fino ai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Menaggio, della stazione di Tremezzina nonché alla polizia locale, con il comandante Massimo Castelli impegnato - al pari dei militari dell’Arma - a cercare di ricostruire in tempo reale la vicenda.

Una volta alla seconda spiaggia, la sera più che mai isolata dal resto del paese e accessibile solo attraverso uno stretto cancello pedonale ubicato dopo il Lido comunale, i militari dell’Arma hanno chiarito in una manciata di secondi i contorni della vicenda.

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