Moltrasio, rubata l’installazione        L’aveva donata il fabbro morto
L’installazione realizzata da Paolo Del Vecchio rappresenta un coregone

Moltrasio, rubata l’installazione

L’aveva donata il fabbro morto

L’appello della figlia: «Restituitela, è un bene del Comune»

L’installazione rubata il giorno di Natale a Moltrasio, in via Roma, non era un ornamento qualunque.

Era un pezzo di storia, che racchiudeva la memoria del fabbro del paese, Paolo Del Vecchio, scomparso cinque anni fa. Tutti lo conoscevano, tutti gli volevano bene e ora sono addolorati nel vedere che la sua opera è sparita.

Un furto tanto strano, quanto inspiegabile: l’ipotesi più probabile è che qualcuno l’abbia vista lì e abbia pensato di sottrarla, forse per metterla nel proprio giardino o rivenderla.

Senza sapere, però, la storia che vi sta dietro. Paolo, nel 2013, aveva deciso di realizzarla e donarla al proprio Comune, posizionandola in via Roma nella curva detta “Doss de la Barbaura”.

Un’iniziativa nata insieme a un vicino di casa, che da quel momento si era occupato di curare il verde di quell’area.

È stato proprio lui, il giorno di Santo Stefano, ad accorgersi che l’installazione era stata rubata. «Abbiamo anche provato a fare un giro in paese, ma non c’è più traccia - ha spiegato ieri la figlia di Paolo, Veronica – Mi dispiace doppiamente perché aveva anche un valore affettivo, dato che l’aveva fatta mio papà che è mancato nel 2016. L’aveva posizionata lì insieme ad un amico di loro iniziativa, poi il 26 dicembre la brutta sorpresa».

Paolo Del Vecchio, il fabbro mancato nel 2016

Paolo Del Vecchio, il fabbro mancato nel 2016

Difficile pensare sia stato qualcuno del paese. «Non credo che il responsabile sia un moltrasino - aggiunge Veronica - anche solo per rispetto della memoria di mio papà, lo conoscevano tutti, però è una cosa davvero triste. Una bravata? Non penso perché forse, in quel caso, l’avremmo ritrovata. Magari qualcuno che l’ha vista e vuole metterla in giardino o rivenderla. Sembra sia stata tagliata: hanno lasciato solo la base che non sono riusciti a staccare perché saldata a terra».

Da qui l’appello di Veronica rivolto a chiunque veda l’installazione: si chiama “Coregonus in cavea” ed è facile da riconoscere, rappresenta infatti un coregone all’interno di una sfera.

Il richiamo è legato al fatto che Paolo fosse anche guardiapesca. «Se qualcuno la vedesse in giro, ci informi - è la richiesta di Veronica – o magari il responsabile può tornare sui suoi passi, sapendo il valore che ha per noi. Era diventata un bene del paese. Anche al cimitero, ogni due per tre, spariscono dalle tombe fiori o oggetti affettivi, ma so che accade un po’ ovunque. Questa volta è diverso e spero proprio che l’installazione possa essere restituita quanto prima».
(Daniela Colombo)


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