Morto per le punture dei calabroni  «Angelo  ci mancherà»
La bara dell’uomo morto per le punture dei calabroni entra nella chiesa di San Fedele

Morto per le punture dei calabroni

«Angelo ci mancherà»

San Fedele Il funerale di Angelo Bernasconi concluso con i brani dei Nomadi e di Vasco Rossi

Tante persone arrivate da tutta la Valle d’Intelvi ieri pomeriggio hanno partecipato al funerale di Angelo Bernasconi, 65 anni anni, l’idraulico di San Fedele Intelvi morto venerdì scorso dopo essere stato punto da due o più calabroni mentre stava effettuando un sopralluogo in una proprietà di Ramponio Verna.

Il feretro è stato scortato dagli alpini a da una folla mesta e commossa di amici, parenti, semplici conoscenti che con la loro partecipazione hanno voluto manifestare un cordoglio sincero afigli, nipotini, alla compagna, ai familiari tutti. L’ultimo abbraccio speciale sul sagrato della parrocchiale di Sant’Antonio Abate è stato sulle note di “Io vagabondo”.

Era stato lo stesso Bernasconi a riferire questa sua volontà a parenti ed amici, puntualmente esaudita, quando sarebbe stato il momento.

La canzone dei Nomadi è stata cantata dall’amica Pierangela Molli, mentre “Vita spericolata” di Vasco Rossi è stata cantata dal suo amico musicista Cesare Lissidini. Un senso di profonda tristezza accompagnata da incredulità per una morta assurda ha colpito l’intera comunità di San Fedele. Il funerale è stato officiato dal vicario foraneo don Paolo Barocco, amico dell’idraulico. «Angelo c’era - ha detto il sacerdote durante l’omelia. Lo chiamavi per qualsiasi bisogno e lui c’era. Era sempre pronto a darti una mano. La sua risposta era sempre accompagnata dalla bontà e dalla riconoscenza. Un amico che mancherà a tutti noi. Affidiamolo alle braccia del Padre con l’amicizia che lo ha sempre contraddistinto e con la preghiera».


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