«Noi, fuggiti dalla casa allagata di notte»

Laglio Un anno dopo, per la famiglia Romeo un altra fuga per salvarsi dal fiume di fango e detriti

«Noi, fuggiti dalla casa allagata di notte»
Così è stata trovata l’auto dei coniugi Romeo

I coniugi Romeo, l’altra notte, erano nella loro casa a fianco del torrente Caraello. L’unica tornata agibile, tra quelle colpite, dopo l’alluvione dello scorso 27 luglio. Si sono subito resi conto dell’acqua che iniziava a scorrere sui detriti ancora accatastati vicino alla loro abitazione, ma all’inizio il flusso era contenuto.

Poi, in un attimo, la situazione è peggiorata, così marito e moglie sono ripiombati nell’incubo di undici mesi fa. «Ogni volta che piove, da quel giorno, sto male - racconta Giuseppa - anche questa volta ci siamo spaventati molto. Mi sono svegliata che pioveva forte, verso le 3 l’intensità era incredibile, ma l’acqua scendeva e andava nel ruscello. Poi improvvisamente si è otturato il tombotto, i teli che erano stati messi lungo la provinciale hanno contenuto per un po’ il materiale, ma poi hanno generato una sorta di diga».

La violenza di fango e detriti si è quindi riversata lungo la provinciale. «Il giardino di Villa Dell’Orto è stato completamente invaso anche questa volta e pure in casa gli è entrato materiale - ha aggiunto la donna - noi non potevamo uscire dalla porta principale perché era sommersa, così come la nostra macchina: ha iniziato a entrare acqua al primo piano, ma eravamo lì e siamo riusciti a tamponare».

Pina e Vincenzo sono quindi dovuti uscire dal terrazzino passando sopra ai sassi nuovamente depositati a valle e hanno lasciato l’abitazione. «Pensare che avevo messo anche qualche fiorellino per abbellire un po’ quel triste spettacolo - ha concluso Giuseppa – Sono andata subito via, non riesco più a stare lì, ho troppa paura. Purtroppo, se non interviene nessuno, ogni volta che fa un temporale forte sarà lo stesso, e siamo fortunati che fino ad ora non c’è scappato il morto. Mi spiace anche per i turisti che erano alloggiati in paese e che hanno perso le loro auto».

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