Non vuole il Green pass e chiude l’edicola  «Dispiace per i clienti, ma non mi piego»
La caffetteria Emily, dove c’è anche l’unica rivendita di giornali del paese

Non vuole il Green pass e chiude l’edicola

«Dispiace per i clienti, ma non mi piego»

Grandola ed Uniti: la scelta del titolare, che ha tenuto aperto solo il reparto caffetteria. «La mia dipendente ha la certificazione, ho dovuto scegliere»

«Gestisci un esercizio pubblico e non hai il green pass? Allora devi chiudere». E così la caffetteria Emily, bar dove si può anche pranzare e, soprattutto, unica edicola di Grandola ed Uniti, ha dovuto cessare la vendita di giornali.

Il certificato verde serve ovviamente per gestire qualsiasi esercizio, ma dietro il bancone della caffetteria ci sta una dipendente che ha fatto il vaccino anti-Covid e quell’attività può continuare regolarmente. Il reparto edicola, invece, al momento non dispone di una dipendente abilitata e i titolari sono stati fermati.

Dice il proprietario: «Ho dovuto chiudere l’edicola perché, non essendo in possesso di green pass, non la posso gestire. Ho una sola dipendente e preferisco che faccia l’addetta al bar. Dispiace per i clienti anche se ho già contattato un’altra ragazza disponibile a lavorare. Il tempo per le pratiche, a questo punto».

La sua posizione in merito al green pass, tuttavia, è chiarissima: «Sono del tutto contrario a questo lasciapassare – sottolinea – Non ho fatto nemmeno il vaccino, ma se anche l’avessi fatto, non scaricherei comunque il Green pass, per una questione di principio. Accetto ovviamente di non poter gestire la mia attività, perché le regole, anche se non condivise, vanno accettate, ma io il green pass non ce l’avrò mai e, non a caso, mi sono messo a lavorare nei campi, dove per fortuna non c’è bisogno di alcun lasciapassare». (G. Riv.)


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