Ospedale di Gravedona  Maternità a rischio chiusura
La sala visite del reparto di maternità dell’ospedale Moriggia Pelascini di Gravedona

Ospedale di Gravedona

Maternità a rischio chiusura

La Regione torna all’attacco: o il punto nascita del Moriggia o quello di Chiavenna destinati a sparire. «Ma i numeri sono in crescita»

È cambiata la Giunta regionale e torna di stretta attualità l’applicazione della normativa nazionale del 2010 che fissa la soglia dei 500 parti annui nei punti nascita ospedalieri per ragioni di sicurezza. E così, ancora una volta, cinque presidi tremano. Anche nell’Alto Lario.

Entro la fine dell’anno - secondo quanto deliberato dalla Commissione Sanità di Palazzo Lombardia - chiuderanno quello di Ondoli di Angera (Varese), che conta 401 nascite nel 2017, quello del Locatelli di Piario (Bergamo), con 424, e ancora quello di All’Oglio Po di Casalmaggiore (Cremona), con 401, e uno fra Chiavenna (210 parti) e Gravedona (333 parti nel 2017).

La decisione di salvare uno di questi due ultimi presidi è legata alla situazione orografica del territorio e alle distanze per l’utenza, che in caso di chiusura di entrambi diventerebbero proibitive. Se ne è parlato in Commissione Sanità di Palazzo Lombardia: «La chiusura dei punti nascita, al di là dei meri numeri, è dettata da studi specifici che hanno dimostrato come, laddove i parti sono limitati, non si riesca a maturare la necessaria abitudine ad affrontare ogni tipo di situazione. Nei prossimi due anni, oltretutto, si prevede una riduzione del 22% dei pediatri e del 42% dei ginecologi ed è d’obbligo una riorganizzazione» ha detto l’assessore al Welfare, Giulio Gallera.

Nessuna sorpresa all’ospedale Moriggia Pelascini, per il momento, non emerge particolare sorpresa: «Da anni sappiamo di essere in deroga – dice Cesare Soldarelli, funzionario amministrativo – Più di recente era emersa l’opzione che prevede la chiusura di un solo punto nascita tra Gravedona e Chiavenna, entrambi sotto i 500 parti annui. L’obiettivo della Regione è quello di assicurare un servizio di assoluta sicurezza e privo di disagi per il territorio del Centro e Alto Lario e della Valchiavenna e, senza assolutamente voler fare una guerra fra presidi, ci siamo preoccupati di garantire sempre un servizio che fosse sicuro e di qualità: i numeri, del resto, testimoniano il potenziamento messo in atto». Lo scorso anno i parti a Gravedona sono stati 333.

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