Pianello, il sindaco spiega la linea dura  «Alcuni surfisti erano i padroni del lago»

Pianello, il sindaco spiega la linea dura

«Alcuni surfisti erano i padroni del lago»

Giucastro motiva l’ordinanza di divieto per il comportamento di alcuni sportivi - «Ho assistito a comportamenti arroganti e alle volte pericolosi per l’incolumità dei bagnanti»

Due ordinanze del sindaco, Dino Giucastro, vietano la pratica di surf e kitesurf nelle acque dinanzi all’imbarcadero e a Bellera, dinanzi al tratto di passeggiata dove sorge anche un frequentatissimo chiosco bar.

Il sindaco, stavolta, interviene per fare chiarezza: «Sono due anni che tengo personalmente monitorati i tratti di spiaggia o prossimi ad essa da cui si levano puntualmente lamentele da parte di bagnanti, esercenti e titolari di proprietà private».

«Molti praticanti di surf e kitesurf, purtroppo, tendevano a farla da padrone, spesso in maniera anche arrogante: in un’occasione un surfista, incurante delle regole, ha colpito alla testa un bambino con la tavola nei pressi della riva in un altri caso, dopo un rischio di collisione con una barca, gli amici del surfista si sono scagliati contro il conducente del natante. L’area di sosta a lago di Bellera era ormai preclusa a titolari di posto barca e veniva monopolizzata da tavole, vele e furgoni con le porte aperte».

«Ho più volte invitato gli appassionati della tavola d’acqua e un confronto in municipio, senza riscontro – prosegue il primo cittadino – e per tutelare i cittadini e i fruitori degli spazi a lago, alla fine, sono dovuto ricorrere a una decisione drastica».

Rimane il contenzioso aperto con l’Autorità di bacino: «Risponderò alle richiese dell’ente – assicura Giucastro – . Forse l’errore consiste nel non aver individuato un tratto di spiaggia da riservare ai surfisti; è una soluzione che potremo adottare di comune accordo con l’Autorità di bacino».

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