«Più controlli anti Covid ai valichi»  E quello della Valmara torna a tremare
Il valico di Valmara, sul territorio di Alta Valle Intelvi

«Più controlli anti Covid ai valichi»

E quello della Valmara torna a tremare

La ricetta di Franco Denti, presidente dell’Ordine dei medici del Ticino

«E basta con le passeggiate festive nel Cantone»

«Nulla contro i frontalieri, ma ritengo che in questo momento l’obiettivo del Canton Ticino sia quello di abbassare il più possibile la curva dei contagi per poter procedere in modo celere alle vaccinazioni. Per diretta conseguenza, servono maggiori controlli anche ai valichi e per fare ciò non si può prescindere dalla chiusura delle dogane minori, come avvenuto la scorsa primavera».

La lunga chiacchierata con il presidente dell’Ordine dei Medici del Canton Ticino,Franco Denti, parte da qui e cioè dallo stop ai transiti in corrispondenza dei valichi minori di confine, oggetto di un lungo dibattito politico tra marzo e inizio giugno dello scorso anno, con i sindaci della Val d’Intelvi sul piede di guerra per la chiusura prolungata del valico ticinese di Arogno, l’omologo della Valmara.

«Berna mercoledì ha deciso di controllare i passeggeri in arrivo treni e aerei, ma nulla per quanto concerne le auto - osserva Franco Denti - Non mi fraintenda, i frontalieri vengono qui per portare a casa “la pagnotta”. Dai valichi però da tempo passano anche tanti vostri concittadini che entrano in Ticino per la classica “gita fuori porta”, la domenica, ma non solo, anche adesso che non si potrebbe varcare il confine. Non so come ciò possa avvenire, ma succede. Siamo tutti sulla stessa barca, ma non è per il fatto che in Lombardia ci sono le restrizioni, allora si viene a passeggiare in Ticino. Purtroppo servirebbe un confronto costruttivo e continuo tra Paesi vicini e invece mi pare si vada in ordine sparso».

La situazione di contagi nel vicino Cantone sta lentamente migliorando (48 i nuovi casi nelle ultime 24 ore, con 7 ricoveri a fronte di 17 dimissioni e 4 nuovi decessi) e anche negli ospedali si intravede la luce dopo settimane molto difficili.

«L’obiettivo è far circolare meno virus possibile e per contro accelerare con le vaccinazioni (in Ticino si stanno già vaccinando da lunedì anche gli “over 80”), tenendo conto anche dell’incognita rappresentata dalle nuove varianti. Alcune aziende stanno già responsabilmente procedendo in autonomia ai test sui propri dipendenti, residenti e frontalieri. Questa mi sembra la strada da seguire - osserva Denti -.Ripeto: se si controllano treni e arei, non vedo perché i valichi stradali e autostradali non dovrebbero essere oggetto di controlli». Il discorso vira su questo lato del confine dove da domani - come annunciato dal nostro giornale già lo scorso 22 gennaio - scatta la campagna di screening gratuita attraverso test “pungidito” nei Comuni di Centro Valle Intelvi, Argegno, Schignano e Cerano d’Intelvi.

«Iniziativa interessante, a cominciare dal messaggio politico che vuole dare. Per chiudere il cerchio andrebbe ripetuta a distanza di una settimana, ma mi rendo conto che si andrebbe incontro ad un esborso economico molto importante - chiosa Franco Denti - Purtroppo non è facile intercettare le catene di contagio e soprattutto gli asintomatici. Il test rapido dà la fotografia del momento. Se ripetuti con regolarità, questi test sono un ottimo strumento per arginare i contagi. Un plauso va a chi ha pensato questa iniziativa. La ripetei andando direttamente a sondare i cittadini con i tamponi rapidi».

Inevitabile poi una domanda, per concludere e cioè se i frontalieri hanno importato (in Italia) o esportato (in Ticino) il virus. La risposta è diplomatica: “Il Covid non conosce confini e non è una dogana a fermarlo. A proposito di dogane, spero che le passeggiate domenicali dei vostri concittadini nel nostro Cantone s’interrompano, almeno fino a emergenza conclusa».

(Marco Palumbo)


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