Ribaltone a Menaggio: Spaggiari sindaco
L’esultanza di Valsecchi a dopo il ballottaggio del giugno 2014

Ribaltone a Menaggio: Spaggiari sindaco

ClamorosoDue anni dopo il voto, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del leader di Vivere sulla scheda fantasma

Esulta il candidato-bomber: «Convinto da sempre di essere nel giusto». L’amarezza di Valsecchi: «Peccato, è finita»

Dopo due anni cambia tutto. Il sindaco non è più Adolfo Valsecchi, ma Michele Spaggiari.

Il Consiglio di Stato ha ufficializzato ieri la sentenza del ricorso presentato da Spaggiari. La discussa scheda del primo turno elettorale, con croce regolare sul simbolo della lista “Vivere Menaggio”, ma con preferenza assegnata all’inesistente candidato Donata Valsecchi, è stata per due anni al centro dell’attenzione.

Il seggio, alla fine, aveva ritenuto quel nome un possibile segno di riconoscimento manifestato dall’elettore, annullando anche il voto di lista. La contesa era così finita in parità, non senza polemiche.

Quel nome sbagliato

Dopo il verdetto del Tar e, soprattutto, dopo così tanto tempo, sembrava difficile ipotizzare un ribaltamento della situazione. La preferenza, secondo i giudici, è originata da un errore che ha portato l’elettore ad associare il cognome del candidato sindaco avversario al candidato consigliere Donata Venini.

«Contrariamente a quanto ritenuto dalla sezione elettorale e dal giudice di primo grado – si legge nella sentenza – nessun elemento di carattere sintomatico consente di individuare un’intenzione dell’elettore di farsi riconoscere. Ne consegue l’invalidità della preferenza all’inesistente candidato Donata Valsecchi, mentre è da considerarsi valido il voto di lista».

I giudici hanno dichiarato «irricevibili il ricorso incidentale e i motivi aggiunti di primo grado di Valsecchi» e compensato le spese di giudizio «per la particolarità della questione controversa».

L’avvocato Elia Di Matteo, che ha assistito Spaggiari in tutta la trafila giudiziaria, sottolinea soprattutto un aspetto: «Le elezioni non sono state annullata, ma come chiedevamo noi, corrette. Si tratta di un caso raro e non possiamo che essere soddisfatti. La validità della discussa scheda annullata a Spaggiari, del resto, era evidente: per essere ritenuta segno di riconoscimento, un voto di preferenza deve essere assegnato a un nome noto che non ha nulla a che vedere con le elezioni, per esempio a Maradona. Abbiamo perseverato convinti delle nostre ragioni e alla fine la giustizia ha riconosciuto la verità. È vero che sono trascorsi due anni – conclude Di Matteo – ma il Consiglio di Stato accoglie ricorsi da tutt’Italia e c molte sentenze arrivano dopo molto più tempo».

Valsecchi, da parte sua, anche se un po’ deluso accetta con serenità la sentenza: «Abbiamo lavorato due anni con impegno e serietà, facendo la nostra parte. Prendiamo atto della decisione del Consiglio di Stato e la rispettiamo, augurando buon lavoro alla lista avversaria e sperando che il paese, al di là di tutto, progredisca».

Sull’altro fronte, ovviamente, la soddisfazione è alle stelle. A Spaggiari si unisce anche Alberto Bobba, sindaco fino a due anni fa e leader carismatico del gruppo: «Non abbiamo mai avuto dubbi sulla validità di quella lista al primo turno. Ci aspettavamo che già il Tar riconoscesse l’errore compiuto dal seggio, ma alla fine l’ha fatto il Consiglio di Stato. Hanno svolto un ottimo lavoro lo studio legale Di Matteo e l’avvocato Daniele Funghini. Ora che la diatriba si chiude definitivamente, è importante ricucire la divisione in paese».

Mandato diviso in due

Il neo sindaco bomber (Spaggiari è un noto calciatore del Sondrio, ndr) studia già la ricostruzione della scuola media avviata da Valsecchi: «È un progetto delicato che cercheremo di studiare bene, anche per evitare il più possibile disagi viabilistici in fase di lavori – dicono Spaggiari e Bobba – Un’altra questione in merito alla quale vogliamo ridiscutere è l’ospedale: l’accorpamento del territorio con la Valtellina per quanto riguarda la sanità si porta dietro tuttora dei disguidi e dei problemi. Sarà necessario parlarne ed eventualmente rivedere qualcosa».


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