Sala Comacina, scritta  “Covid 19”  sull’auto di turisti francesi
L'auto francese con la scritta Covid-19. Il veicolo vicino con targa italiana è stato ignorato

Sala Comacina, scritta “Covid 19”

sull’auto di turisti francesi

Nessuna scritta sul veicolo con targa italiana parcheggiato vicino. La proprietà del residence decide di rimborsarli come segno di solidarietà

Una scritta ignobile “Covid 19” su entrambe le fiancate della loro auto parcheggiata a due passi dall’ingresso del residence “Il Grappolo” ha rovinato il fine settimana sul lago di due coppie di giovani francesi, che con un sentimento di rabbia mista a delusione sono tornati a casa, non prima di aver tentato di cancellare per quanto possibile le tracce di quello che potrebbe non essere semplicemente un vandalismo. Già perché dal racconto del property manager de “Il Grappolo”, residence che dal viale degli Ulivi domina il lago, si capisce nitidamente che il bersaglio di questo gesto sconsiderato era proprio l’auto con targhe francesi. «Accanto ce n’era parcheggiata un’altra con targhe italiane. Era un’auto a noleggio di ospiti ciprioti. Non è stata neppure sfiorata. E dire che questi ragazzi per mostrare l’affetto per l’Italia hanno pure acquistato un’Alfa Romeo. Non accade così di frequente in Francia - spiega l’uomo - A caldo, lo definisco un gesto d’inciviltà, ma è evidente che altre potrebbero essere le definizioni di quanto accaduto. È un peccato che in un momento così difficile per tutti, l’immagine del lago di Como venga rovinata dalla stupidità di qualcuno, che sfrutta in malo modo un’emergenza sanitaria - che peraltro vede accomunate Francia e Italia - per lanciare messaggi sinistri a chi nonostante tutto decide di trascorrere sul Lario qualche giorno di vacanza». I ragazzi erano molto delusi ed arrabbiati lunedì 26 ottobre, quando prima di ripartire hanno trovato la doppia scritta sulla loro auto. «Ho detto ai ragazzi che saranno sempre ben accetti sul lago e per mostrare loro la solidarietà di cui è capace il lago di Como abbiamo deciso di rimborsarli per quanto versato, attraverso il sito internet da cui hanno effettuato la prenotazione». L’immagine dell’auto imbrattata è finita anche all’attenzione dei carabinieri di Tremezzina.


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