Sala Comacina, riaperto il bar   devastato dall’alluvione
Massimo Greppi serve i clienti fuori dal suo bar di Sala Comacina

Sala Comacina, riaperto il bar

devastato dall’alluvione

Ripresa l’attività dopo che il 27 luglio un’ondata di acqua e fango gli ha invaso tutti i locali

Il torrente di fango e detriti che a mezzogiorno del 27 luglio ha sfondato porta e vetrine inondando il bar, il magazzino e la cantina pare ormai destinato ad essere un brutto ricordo.

Il Massimo - al secolo Massimo Greppi, titolare del bar “Max” o bar “Romano”, ubicato lungo la via San Rocco, uno dei vicoli che portano al lago - non ha perso però il suo sorriso e soprattutto da qualche giorno ha ripreso, seppur all’esterno per il momento, a servire gli aperitivi ai clienti nonché a consegnare con il suo carrello acqua e vino. Ieri a “La Provincia” ha mostrato a che punto sono i lavori di ricostruzione.

Prima ci ha tenuto a rimarcare che «mi hanno piacevolmente sorpreso le tantissime attestazioni di stima e solidarietà giunte da ogni dove, persino dall’Australia. E poi ci tengo a ringraziare tutti quelli che hanno aderito alla raccolta fondi per ricostruire il bar ideata su internet dalle amiche di mia figlia. Un grazie anche a chi ci ha aiutato a ripulire il grosso del materiale. Sono stati gesti che io e la mia famiglia non scorderemo». Inizialmente l’obiettivo della raccolta fondi - partita subito la sera del 27 luglio - era arrivare a 5 mila euro. Poi però l’affetto della gente è andato oltre ed oggi si sono superati i 10 mila euro.


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