San Fedele, la piscina resta chiusa
Nessuno alla gara per gestirla

Delusione per chi sperava in una riapertura a inizio 2022

San Fedele, la piscina resta chiusa Nessuno alla gara per gestirla
Prima del Covid la piscina di San Fedele Intelvi poteva contare su 700 abbonamenti

Chi sperava nella prossima apertura della piscina comunitaria di San Fedele dovrà purtroppo rassegnarsi e cercare altrove un impianto nel quale trascorrere il tempo libero.

È andato infatti deserto il bando pubblico per l’assegnazione della gestione dell’impianto chiuso dall’aprile 2020 a seguito dell’emergenza Covid.

La partecipazione alla gara d’appalto era iniziata l’11 novembre scorso. Il termine utile per la partecipazione alla gara era stato fissato alle ore 15 di lunedì 13 dicembre. Ma il cassetto blindato di Villa Saporiti, nell’ufficio dell’amministrazione provinciale che ha gestito il bando per l’affidamento della gestione, è rimasto inesorabilmente vuoto. Nessuna traccia della decina di società che avrebbero manifestato interesse prima del bando. È la seconda volta che va deserto l’appalto per la gestione; la prima era stata ad aprile.

L’importo a base d’asta era di 96 mila euro con una durata di 10 anni non rinnovabili per 9.600 euro annui. Ma per il primo anno il canone era gratuito, ovvero a costo zero per la gestione, mentre per il secondo anno era stato previsto uno sconto del 50%. L’impianto ha un valore complessivo stimato in 2.700.000 mila euro. E pensare che la precedente gestione ha staccato fino a 700 abbonamenti annuali e 100 ingressi giornalieri. La speranza ora è legata ad una nuova gara d’appalto a condizioni meno onerose. E non è detto che alla fine bisognerà ricorrere alla trattativa privata.

Sono in tanti a credere che si possano riaprire i battenti dopo un lungo stop , prima dovuto all’emergenza sanitaria che ha fatto seguito la scelta volontaria da parte dei gestori di lasciare l’impianto. I primi due bandi di gara ormai sono solo semplice carta per l’archivio destinata ad ingiallire.

La Comunità montana Lario Intelvese proprietaria dell’impianto di soldi pubblici ne ha spesi e tanti; solo negli ultimi tre mesi sono stati spesi per la manutenzione ordinaria 100mila euro.

La concessione, oltre le due vasche, prevede la palestra con la sala pesi, i locali fitness , pertinenze, servizi igienici, spogliatoi, aree verdi e altri locali. Gli attrezzi della palestra sono a carico del gestore. Molte erano state le proteste per la mancata riapertura. Moltissimi ragazzi hanno dovuto rinunciare ai corsi, e le loro famiglie non hanno mancato di fare sentire la loro voce per un servizio chiuso ormai da più di un anno e mezzo.

L’ultima gestione è stata della società sportiva Lario Intelvi che a sua volta diede in subappalto la concessione a due istruttori qualificati che, fermati dal Covid, hanno deciso di intraprendere altre strade. Forse è ancora lo spettro della pandemia a far paura.

(Francesco Aita)

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