San Siro: addio ad Alberto Botta, leone della politica

Ultimo saluto Da sempre fascista, è stato sindaco di Acquaseria e consigliere provinciale

Il territorio piange la scomparsa del commendator Alberto Botta, 89 anni, e un passato da sindaco, consigliere della Comunità montana, consigliere provinciale, candidato anche al Senato e al Parlamento europeo.

La passione per la politica è sempre stata una sua prerogativa, improntata ad occuparsi dei problemi della gente. Da circa vent’anni non ricopriva più cariche, ma continuava a prendersi a cuore le problematiche del territorio e dei singoli: si recava spesso in ferriera a Dongo, negli anni scorsi, quando era in corso la trattativa di acquisto all’asta della proprietà cinese e quando qualcuno gli chiedeva un aiuto, si dava sempre da fare. Il suo carattere deciso, a volte irruente, era un po’ il suo limite, ma poi era capace, in un istante, di dispensare un sorriso convincente e farsi voler bene con una battuta. Botta era fascista, da sempre.

È sempre stato legato alla Fiamma tricolore e occorre dargli merito di indiscussa coerenza. Una collocazione politica, la sua, che ne ha probabilmente condizionato le ambizioni politiche, ma così la pensava e da quella posizione non si è mai mosso. Conosceva tutti i maggiori esponenti della Destra e non mancava mai ai raduni commemorativi a Predappio, a Mezzegra e a Dongo. A casa aveva un piccolo museo di cimeli e testimonianze uniche sul ventennio fascista e su Mussolini, che in più occasioni si era reso disponibile a mettere tutto a disposizione per un museo pubblico.

Perché al di là dell’idea politica, il commendator Botta era un appassionato di storia e aveva anche il senso dell’amicizia, mantenendo saldo il rapporto con diversi ex partigiani. Negli anni ’70 e ’80 era stato sindaco di Acquaseria, eletto, nel contempo, anche in consiglio provinciale. Non si risparmiava per la causa pubblica, tanto da defilarsi nella conduzione dell’azienda di materie plastiche di famiglia, gestita poi dalla moglie Giuseppina, mancata prima di lui, e dai figli.

Da quasi un anno le sue condizioni di salute si erano fatte precarie ed era stato costretto a chiedere ospitalità al Giardino degli ulivi, struttura per anziani di Menaggio: in tanti si recavano a trovarlo ricevendo in cambio sorrisi e qualcuna delle sue consuete battute.

I funerali del commendator Botta si svolgeranno domenica 21 agosto alle 11 nella parrocchiale di Sant’Abbondio.

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