Sorico, cade macigno di 500 quintali  Lo scuolabus era appena passato
Gli effetti dell’impatto del macigno sulla strada per Dascio

Sorico, cade macigno di 500 quintali

Lo scuolabus era appena passato

Il collegamento per Dascio è ancora interrotto. Mercoledì 10 febbraio la rimozione del materiale pericolante

Lungo la strada di Dascio era transitato a pochi minuti lo scuolabus quando un masso di proporzioni gigantesche è franato dal versante tranciando una rete paramassi e i blocchi di cemento posati negli anni scorsi a difesa della carrozzabile e concludendo la sua corsa nel fiume Mera. Non è visibile la parte sommersa, ma è stato stimato del peso di 500 quintali. Una piccola montagna, insomma. Lo scampato pericolo è l’aspetto che più conforta, perché se in quell’istante, in un orario, poco prima delle 8 di martedì 9 febbraio, in cui si muovono scolari e lavoratori, qualcuno fosse transitato in quel punto, le conseguenze sarebbero state devastanti. Dopo il sospiro di sollievo, tuttavia, per il sindaco Ettore Dessi, e i suoi collaboratori è stato subito tempo di pensare al da farsi: una frazione con circa 150 abitanti, dove tra l’altro sono presenti anche ben due ristoranti, è rimasta infatti isolata e occorreva organizzare anche il rientro degli alunni.

Il gigantesco macigno ha terminato la sua corsa nel Mera. Dall’acqua affiora solo la parte terminale

Il gigantesco macigno ha terminato la sua corsa nel Mera. Dall’acqua affiora solo la parte terminale

«È andata bene che nessuno transitava in quel mentre – esordisce primo cittadino – Ora, però, occorre pensare ai cittadini di Dascio. Occorrerà attendere il sopralluogo di un geologo nel pomeriggio per capire qualcosa di più sulla possibilità di riaprire la strada in tempi brevi». Gli scolari di Dascio, intanto, al rientro sono stati trasportati con lo scuolabus fino all’imbocco della mulattiera che dalla strada di Albonico scende a Dascio, avvisando i genitori di venire a prenderli lì. Le prime verifiche tecniche lungo il versante hanno poi rilevato la necessità, innanzitutto, di ripulire l’area da altro materiale di distacco. «La strada rimane chiusa – riferiva nella serata del 8 febbraio il vicesindaco Ivan Rossotti – Mercoledì 10 si provvederà a sganciare le reti paramassi, in parte divelte, per far cadere tutti i detriti presenti. Poi si valuterà meglio la situazione». Se dovesse perdurare l’emergenza non è escluso il ricorso a un natante che faccia da navetta sul fiume. L’instabilità del versante in quella zona, del resto, è risaputa. Lo testimoniano la muraglia di blocchi di cemento realizzata a bordo strada e le rete paramassi installata a monte: misure di sicurezza che hanno avuto l’effetto del burro di fronte al passaggio di un vero e proprio pezzo di montagna. Il collegamento Ponte del Passo – Dascio è a rischio da parecchio. Già una decina d’anni fa era stato chiuso, sempre a causa del rischio frane, con un senso unico alternato a regolamentare il transito per più giorni. Stavolta la situazione appare ben più critica.

(Gianpiero Riva)


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