Sorico, il delitto Sandrini  Una famiglia segnata dalla sfortuna
La conferenza stampa con i carabinieri che hanno risolto il caso

Sorico, il delitto Sandrini

Una famiglia segnata dalla sfortuna

Il delitto Pietro Sandrini chiedeva giustizia quando il maggiore, Alfredo fu ammazzato

Nigolo fa parte del Comune di Sorico, ma è piccolissimo nucleo ai margini della provincia di Sondrio; al paese altolariano non è affatto legato e in centro nessuno conosce i Sandrini o gli altri pochi residenti della frazione estrema.

Nella casa dello zio, morto qualche anno fa, fino al febbraio scorso vivevano Arno Sandrini, 50 anni, e Pietro Sandrini 43, fratelli spesso ai ferri corti. Un altro fratello, Alfredo Sandrini, all’epoca quarantenne, era stato ucciso nel 2014 in piena notte lungo la passeggiata a lago Domaso – Gera con quattro colpi di carabina sparatigli mentre si trovava su una bicicletta.

La giustizia aveva condannato a 18 anni Franco Cerfoglio, pescatore di Domaso: a incastrarlo furono le carte di caramelle trovate sul luogo del delitto: Ricola al sambuco senza zucchero, che il pescatore teneva anche a casa; il giorno dell’omicidio, inoltre, fra i due erano intercorsi contatti telefonici. Nel territorio, tuttavia, c’è chi è convinto tuttora che Cerfoglio sia stato incastrato da qualcuno senza avere responsabilità del delitto.

Il fratello Pietro, all’epoca, nei giorni successivi cercò di collaborare con gli inquirenti affinché la verità venisse a galla al più presto.


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