Stazzona, Matteo ucciso dalla valanga
La Procura ha aperto una inchiesta

La passione per la motoslitta ereditata da papà Giuliano. Morto nel giugno 2019 dopo essere precipitato da un albero che stava potando

Un anno e mezzo fa, il 10 giugno del 2019, a Stazzona si era già fermato tutto. Giuliano Gestra, 48 anni, assessore comunale tuttofare, era precipitato da un cipresso del viale alberato che conduce alla parrocchiale. Una caduta da un’altezza di circa dieci metri, che non gli aveva lasciato scampo. Giuliano era il papà di Matteo Gestra, 20 anni, morto dopo essere stato travolto da una valanga sul Mortirolo domenica 24 gennaio mentre guidava una motoslitta, una passione ereditata proprio dal genitore. Due tragedie hanno unito padre e figlio a distanza di un anno e mezzo.

La Procura della Repubblica di Sondrio ha aperto una inchiesta su quanto successo e ha affidato le indagini alla Guardia di Finanza e al Soccorso Alpino di Sondrio che subito hanno compiuto un sopralluogo con l’elicottero. «In paese c’è un’atmosfera surreale – commenta ora il primo cittadino – Sentiamo ancora il vuoto per Giuliano e ci è arrivata la notizia, altrettanto terribile, della tragedia di suo figlio. Per certe famiglie sembra proprio non esserci tregua. Sono stato a trovare i parenti, ma è davvero arduo trovare parole di conforto». Molto amico del padre, il sindaco conosceva comunque bene anche Matteo: «Un ragazzo davvero a modo, anche lui sempre in movimento come il papà, che gli aveva trasmesso la passione per il parco avventure. Il 2020 è stato un anno difficile per tutti, ma l’estate scorsa, lui e la sorella Alessia si erano dimostrati davvero all’altezza nella gestione o ora mi raccontava spesso delle sue idee innovative in vista della prossima stagione». Da papà Giuliano il figlio aveva ereditato anche la passione per la motoslitta: anche lo scorso fine settimana Matteo era salito all’Aprica nella casa di famiglia per trascorrere una domenica sulla neve con l’inseparabile motoslitta.

(Gianpiero Riva

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