Stefano sale su Luna Rossa  «Il mio drone per vincere»
Stefano Baruffaldi, 35 anni, in azione con il suo drone

Stefano sale su Luna Rossa

«Il mio drone per vincere»

Gera Lario: Baruffaldi, 35 anni è l’addetto alle riprese dall’alto delle regate

«Le immagini servono a tecnici e velisti per migliorare le prestazioni»

Un altolariano su “Luna Rossa”. Stefano Baruffaldi, 35 anni, di Gera Lario, è l’addetto al drone che segue dall’alto la barca in mare aperto. Un compito che, alla luce della tecnologia ormai esasperata della Formula Uno del mare, è diventato di un’importanza fondamentale.

Le regate in vista della Coppa America prenderanno il via giovedì 17 dicembre e determineranno gli abbinamenti per la “Prada Cup challenger selection series” di gennaio e febbraio, da cui uscirà il nome dello sfidante di New Zealand per l’atto conclusivo a partire dal 6 marzo.

«Sono super motivato – fa sapere dalla Nuova Zelanda Stefano – Mi sono ritrovato qui un po’ per caso e mi voglio giocare fino in fondo questa opportunità. E’ tutto bellissimo, emozionante e non oso pensare a quando saremo in gara». Un anno fa gli era stato chiesto di girare delle immagini con i suoi droni da gara per un’azienda milanese e in attimo si è trovato su Luna Rossa Prada Pirelli: «Non lo sapevo, ma quelle immagini servivano per la pubblicità degli occhiali di Prada e così mi sono ritrovato a Cagliari nella base del team – racconta il diretto interessato – Il terzo giorno di riprese Max Sirena, lo skipper, mi ha visto maneggiare il drone e mi ha chiesto se volevo lavorare per loro. Inutile aggiungere che ho accettato. Come avrei potuto rifiutare l’offerta di vivere l’avventura della Coppa America? Dal 7 gennaio ho assunto il ruolo di operatore drone e aiuto reparto elettronica. In mare rincorro la barca con droni anche costruiti da me per girare immagini che verranno usate per video pubblicitari, ma soprattutto per analizzare e perfezionare le performance: immagini che vengono insomma studiate dai tecnici e velisti per migliorare le tecniche di conduzione della barca. E’ un passaggio fondamentale – aggiunge Stefano – perché un’imbarcazione di Coppa America dev’essere perfetta per toccare velocità mostruose e nulla può essere lasciato al caso».


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