Tremezzina, Guido Abbate

rivive nella piazzetta

L’intitolazione dello slargo di Portezza al geniale costruttore nel 30° della scomparsa

Tremezzina, Guido Abbate rivive nella piazzetta
Carlo “Chicco” Abbate con il fratello Tullio (primo da destra), il sindaco Mauro Guerra e Davide Van De Sfroos all’inaugurazione di “piazzetta Guido Abbate”
(Foto di fotoservizio selva)

Chi l’ha conosciuto o incontrato anche una sola volta ne conserva ancora un ricordo limpidissimo.

E così l’inaugurazione della piazzetta Guido Abbate nella “sua” Portezza (frazione di Tremezzo incastonata nel Municipio di Mezzegra), a 30 anni esatti dalla morte (1 maggio 1988-1 maggio 2018), assume un significato speciale. Tutti, ma proprio tutti hanno qualcosa da raccontare in questo pomeriggio atteso a lungo (anche la burocrazia ci ha messo del suo). «La sua è la storia di un uomo corretto e geniale che in questo braccio di lago celebrato dal turismo mondiale diede alle barche un’anima e le fece correre», scrivono i figli Tullio e Carlo (Chicco per tutti) in una bella brochure distribuita dopo il rituale taglio del nastro della nuova piazzetta.

In fondo a questo ricordo ci sono idealmente anche le firme di Bruno e Guidino Abbate e della signora Paola, oggi lassù accanto a Guido. «Da questa piccola piazza hanno preso le mosse grandi cose. Papà Guido era davvero una persona speciale», sintetizza Tullio Abbate fissando quel lago che questa famiglia tremezzina ha reso grande e nobile ben prima degli spot targati Hollywood.

«Con papà Guido si lavorava da lunedì a domenica. Vacanze? Il giorno di Natale quando andava bene. A ognuno di noi tre - come scritto nel ricordo - ha dato il suo dna», conferma Chicco Abbate. In questo primo maggio speciale - accanto alla famiglia Abbate - c’è anche chi con Guido Abbate ha convidiso quella che ancora oggi è considerata una «rivoluzione gentile» nel mondo della nautica, dove all’eleganza si è affiancato «a partire dal quel giorno del 1935» il mito della velocità. Ci sono il “Nene”, il “Meda”, il “Silvano”, il “Bacheta” e il “Giacomo Colombo”. Quest’ultimo con la consueta modestia conferma: «Guido Abbate era davvero un gigante!».

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