Tremezzina, il sindaco scrive al prefetto  «No al ricordo di Mussolini a Giulino»
La commemorazione di Benito Mussolini davanti a Villa Belmonte (Foto by Selva)

Tremezzina, il sindaco scrive al prefetto

«No al ricordo di Mussolini a Giulino»

Guerra: «Una cosa è la pietà o il religioso ricordo dei morti. Altra sono le manifestazioni che rimandano al fascismo che violano la Costituzione»

Una lettera del sindaco Mauro Guerra datata 15 aprile indirizzata al prefetto Andrea Polichetti e al questore Giuseppe De Angelis e resa pubblica venerdì 23 aprile ha riacceso il dibattito sull’annuale commemorazione a Giulino di Mezzegra per Benito Mussolini e Claretta Petacci. Commemorazione che quest’anno si sarebbe dovuta tenere proprio il 25 aprile (la domenica più vicina al 28 aprile, data dei “fatti di Giulino”, con la fucilazione del duce davanti a Villa Belmonte). Detto che la cerimonia di suffragio - secondo formale richiesta dell’associazione culturale Nicollini alla questura cittadina - si terrà domenica 2 maggio alle 11.30 prima sul sagrato della chiesa parrocchiale poi davanti al cancello di Villa Belmonte, la lettera pone un distinguo importante e al tempo stesso l’accento sui due momenti della commemorazione di Mezzegra.Vale a dire la messa - rinviata causa Covid per il secondo anno consecutivo - e il “presente!” davanti al cancello di Villa Belmonte. Bollando come «inaccettabile l’iniziativa in concomitanza con la Festa della Liberazione del 25 aprile» ( poi posticipata al 2 maggio), il sindaco scrive che «sul territorio di Tremezzina così come in tutta Italia, non possono essere consentite manifestazioni pubbliche di alcun tipo in contrasto con le vigenti norme che puniscono l’apologia del fascismo e ogni iniziativa che possa rimandare e ricollegarsi a intenzioni di ricostituzione del partito fascista». Iniziative - questo il distinguo - «che sono altra cosa dalla pietà e dal religioso e laico ricordo dei morti e dei caduti». Riassumendo dunque: la messa fa storia a sé, ben altra cosa è il “presente” davanti al cancello di Villa Belmonte. Quanto a questo secondo passaggio della missiva, Mauro Guerra fa notare che quanto scritto «non proviene solo da me, ma dalla Costituzione e dalle leggi della Repubblica italiana». Da qui la richiesta a prefetto e questore del «massimo rigore e vigilanza perché non vi siano e, nel caso, siano perseguite con determinazione iniziative e manifestazioni in violazione della legge, offensive degli ideali e dei valori di libertà, democrazia e giustizia sanciti dalla Costituzione». Il messaggio è anche politico, tenendo conto che - al netto delle restrizioni in essere - quest’anno la domenica più vicina al 28 aprile ed ai “fatti di Giulino” cadeva proprio il 25 aprile, data in cui peraltro si è già tenuta in passato la commemorazione a Giulino di Mezzegra di Benito Mussolini e Claretta Petacci. I contatti tra l’associazione culturale Nicollini e la questura - secondo quanto avvenuto anche negli anni scorsi - sono in essere già da settimane. Il 2 maggio si terrà per il secondo anno consecutivo una benedizione sul sagrato della chiesa parrocchiale al posto della tradizionale celebrazione religiosa, iniziata nel lontano 1984.

(Marco Palumbo)


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