Tremezzina, un indagato per il rogo
Le due auto bruciate con la “diavolina”

Si tratterebbe di un uomo di 37 anni della zona con problemi psichici

C’è un indagato per il rogo che nella notte tra il 9 e il 10 gennaio ha distrutto - riducendole a due scheletri di metallo - una Sukuzi Splash e una Citroen Picasso nell’ultimo tratto di via Mattia del Riccio a Campo di Lenno, sull’argine del torrente Perlana opposto a Villa Balbiano.

Si tratterebbe di un uomo di 37 abbi della zona con problemi psichici, che ora dovrà difendersi dall’accusa di danneggiamento a seguito di incendio. I carabinieri di Tremezzina guidati dal maresciallo Paolo Lo Giudice - sotto l’egida della Compagnia di Menaggio (alla guida il capitano Davide Leo) - hanno così chiuso in meno di trentasei ore il cerchio delle indagini all’interno delle quali un contributo determinante è arrivato dalla videosorveglianza, pubblica e privata.

I militari dell’Arma hanno lavorato in stretto raccordo con la Procura, raccogliendo elementi importanti per dare un nome ed un volto (anche attraverso più perquisizioni domiciliari) all’autore di questo gesto sconsiderato. Martedì 11 di buon mattino, il nucleo investigativo dei vigili del fuoco di Milano e Cremona, grazie a moderne tecnologie, ha ricostruito insieme ai carabinieri l’esatta dinamica del rogo, che ha ridotto alle sole lamiere le due auto, di proprietà di un libero professionista dal posto.

Le immagini delle telecamere hanno poi permesso di appurare che il rogo è stato innescato attorno alle 2 del 10 gennaio e anche per questo nessuno si è accorto di nulla, tanto che l’allarme è stato lanciato solo l’indomani mattina dal figlio del proprietario delle vetture. Per innescare il rogo sarebbe stato utilizzato un classico accelerante, sul modello della comune “diavolina”.

Un elemento che riporta ad un altro rogo avvenuto a poca distanza, in località Sant’Andrea sempre a Lenno, quando poco dopo la mezzanotte del 19 maggio 2021 un incendio doloso aveva distrutto due camper ed una vettura, provocando anche l’esplosione di una bombola all’interno di uno dei due camper. Un episodio che aveva destato parecchia preoccupazione sul territorio.

Secondo le pochissime informazioni filtrate, le due vetture avrebbero rappresentato un bersaglio casuale, trovandosi a ridosso della piazzetta dell’imbarcadero in una posizione comunque lontana da occhi indiscreti, ancor di più a notte fonda.

(Marco Palumbo)

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