«Una lapide per i fucilati di Dongo»
No del sindaco: «Parla la storia»

La richiesta dell’associazione Nicollini per posare una targa di 44 per 25 centimetri con i nomi dei gerarchi

«Una lapide per i fucilati di Dongo» No del sindaco: «Parla la storia»
La corona d'allora posata dall'associazione culturale Mario Nicollini sul lungolago di Dongo

In dodici righe di lettera a firma del sindaco Giovanni Muolo, il Comune ha detto “no” alla richiesta dell’associazione culturale “Mario Nicollini” di posare su lungolago (dove ancora sulla ringhiera si vedono i fori dei proiettili) una lapide con i nomi dei quindici tra ministri e gerarchi fascisti fucilati nel tardo pomeriggio del 28 aprile 1945 su ordine del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia.

Nella missiva inviata al primo cittadino, l’associazione Nicollini guidata da Primo Turchetti (associazione che ogni anno sovrintende all’annuale commemorazione di Benito Mussolini e Claretta Petacci a Mezzegra tra la parrocchiale di Sant’Abbondio e il cancello di Villa Belmonte) aveva rimarcato che «la posa della lapide realizzata in marmo lapideo bianco - delle dimensioni di 44 per 25 centimetri - non persegue alcuno scopo politico, ma ha solo l’obiettivo di ricordare un avvenimento storico accaduto alla fine della Seconda guerra mondiale». La lapide - nelle intenzioni dell’associazione c avrebbe dovuto riportare, come detto, i nomi dei quindici tra ministri e gerarchi fascisti fucilati.

Garbata nei toni già dall’incipit («Non è facile rispondere negativamente ad una richiesta»), ma decisa nei contenuti la risposta del primo cittadino, che per certificare il diniego alla posa della lapide ha fatto leva da un lato sul fatto che «abbiamo più volte chiarito la nostra posizione sui fatti che hanno coinvolto Dongo nel 1945, convinti che la storia e suoi verdetti debbano prendere il sopravvento sulle interpretazioni di parte» e dall’altro che il «non accoglimento (della richiesta, ndr)» è anche conseguenza diretta «della mancanza della giusta serenità e della necessaria lungimiranza nell’affrontare il ricordo dei quei giorni».

Già dal 2015, anche a nome dell’Unione combattenti e reduci della Repubblica Sociale Italiana, era stata manifestata la volontà di posare una lapide a ricordo di quell’episodio giunto ai titoli di coda della Seconda guerra mondiale.

Ma ora, con annessa e argomentata missiva da parte dell’amministrazione, il “no” alla posa della lapide sul lungolago sembra perentorio. «È un peccato - il commento di Primo Turchetti - Non c’era alcun fine politico nella nostra richiesta. Negli anni è parlato di luoghi connessi a quanto accaduto sul lago in quell’aprile del 1945. E il lungolago di Dongo fa parte di quei luoghi. Per questo ci sembravano maturi i tempi per accogliere questa nostra richiesta».

Peraltro il sindaco anche a nome dell’amministrazione ha dato conto «dell’apprezzata educazione con cui la richiesta è stata inoltrata», così come già negli anni scorsi la proposta aveva tenuto banco.

Domenica 8 maggio 2022 - prima della messa in suffragio di Benito Mussolini e Claretta Petacci, fissata per le 11.30 nella chiesa parrocchiale di Sant’Abbondio - verrà deposto dall’associazione Nicollini un mazzo di fiori in corrispondenza della ringhiera che ancora porta i segni della fucilazione dei ministri e gerarchi fascisti.

Proprio nel punto in cui giovedì è stata deposta una corona d’alloro in ricordo di quel 28 aprile di 77 anni fa.
(Marco Palumbo)

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