Valsolda, auto immatricolate  in Svizzera  Per non pagare l’assicurazione in Italia
La Guardia di finanza al valico di Oria Valsolda

Valsolda, auto immatricolate in Svizzera

Per non pagare l’assicurazione in Italia

Sfuggono anche alle multe e al bollo. La Guardia di Finanza di Oria Valsolda ha sequestrato sette auto e uno scooter per un valore di 166mila euro

Immatricolano le auto in Svizzera per non pagare in Italia l’assicurazione Rca, il bollo e per scampare alle multe previste dal Codice della strada. La Guardia di finanza di Oria Valsolda non ha dubbi: «È la nuova frontiera del contrabbando». Lo prova il fatto che da inizio 2020 a fine giugno sono state sottoposte a sequestro amministrativo, finalizzato alla confisca, 7 auto e uno scooter di varie marche e cilindrate immatricolate in Svizzera e condotte da persone, anche dell’Alto Lago, stabilmente residenti in Italia per un valore commerciale di 166mila euro. Secondo la “Convenzione di Istanbul”, «i mezzi di trasporto immatricolati fuori dal territorio doganale comunitario, ad uso privato ed intestate a persone stabilite fuori dal detto territorio, possono circolare nel territorio della comunità in regime di ammissione temporanea senza dover assolvere le formalità doganali previste (Dazi ed IVA), per un periodo massimo pari a sei mesi, anche non consecutivi a decorrere dal primo ingresso nel paese». Inoltre «Il veicolo può essere utilizzato esclusivamente dall’intestatario “ovvero da un congiunto entro il terzo grado parimenti stabilito fuori dal territorio doganale comunitario, oppure da altra persona stabilita fuori dal territorio doganale, purché debitamente autorizzata dal titolare nonché da persona stabilita nel territorio doganale comunitario a condizione che il titolare od un suo congiunto, entro il terzo grado, si trovi a bordo del veicolo». La Guardia di finanza di Oria Valsolda ha permesso di individuare persone residenti in Italia che, senza l’autorizzazione doganale ed in violazione alla Convenzione di Istanbul, erano alla guida di un mezzo immatricolato in Svizzera. «È la nuova frontiera del contrabbando. Un fenomeno diffuso quello che vede cittadini italiani comprare autovetture anche di lusso in paesi extra-UE per risparmiare sul bollo auto, sull’assicurazione RCA, su altre imposte o per rendere più difficili, o addirittura del tutto vane, le procedure per il recupero di sanzioni per le eventuali violazioni del Codice della strada. I sette trasgressori sono stati segnalati all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Como,in quanto si sono resi responsabili dell’illecito amministrativo di contrabbando che prevede una sanzione che va da due a dieci volte i diritti doganali evasi (Dazi Doganali pari al 10% ed Imposta sul valore aggiunto pari al 22%), gravanti sul valore del mezzo di trasporto sequestrato» precisano i militari della Guardia di finanza.


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