«Basta ai Social usati   per evitare il telelaser»
I controlli con il telelaser hanno acceso il dibattito politico

«Basta ai Social usati

per evitare il telelaser»

Terre di FrontieraPolemica sull’abitudine di indicare su WhatsApp e Facebook la presenza delle forze dell’ordine

Ecco i “leoni da tastiera” che rischiano di buttare all’aria operazioni di polizia: è il nuovo fenomeno esploso sui gruppi WhatsApp e Facebook e che ha toccato punte estreme da quando, quindici giorni fa, la Polizia Locale Terre di Frontiera effettua controlli antivelocità con il telelaser.

Funziona così: qualcuno del gruppo segnala in tempo reale la presenza di una pattuglia di agenti della Polizia Locale, della Polizia di Stato, dei carabinieri e della Guardia di Finanza e c’è chi, addirittura, pubblica la cartina di Google Maps, per facilitarne la localizzazione.

E’ evidente che se nel gruppo è infiltrato un malintenzionato, ne approfitta per cambiar strada o per rubare o per commettere un vandalismo: non è da escludere, quando si tratta di gruppi aperti, da 500 – 600 persone. «È demenziale, non mi viene un altro termine – commenta Guido Bertocchi, assessore alla sicurezza dell’Unione dei Comuni Terre di Frontiera – la popolazione continua a chiedere più controlli sul territorio, più visibilità delle forze dell’ordine, più interventi preventivi e repressivi e poi, quando nota una pattuglia, si scatena sui social, come se agenti e militari stessero agendo contro l’interesse del cittadino».

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