Cagno: «In balia di due rapinatori armati  Ho avuto tanta paura per mio figlio»
L’ufficio postale di Cagno

Cagno: «In balia di due rapinatori armati

Ho avuto tanta paura per mio figlio»

Il racconto di una cliente dell’ufficio postale assaltato martedì mattina dai banditi. Attimi di terrore per una decina di persone tra cui una donna che è svenuta per la tensione

«E pensare che per mio figlio è stata la prima volta che andava all’Ufficio postale». Dopo lo choc dell’altro giorno per aver assistito in presa di retta, era tra i clienti presenti, alla rapina all’Ufficio postal, Barbara Vismara ,45 anni di Cagno, racconta la sua drammatica esperienza.

«L’altra mattina – racconta – sono andata in Posta verso mezzogiorno perché dovevo versare isoldi regalati per Natale ai mie figli: un ragazzo di 16 anni e una ragazza di 18».

Con il figlio

«Proprio il maschio - continua - mi ha accompagnata, era la prima volta che andava in Posta, perché gli hanno regalato dei soldi che doveva mettere sulla carta Postepay e voleva vedere come si faceva. Mi trovavo in fila e stavo compilando dei bollettini mentre mio figlio era verso il fondo – aggiunge– e ho visto solo uno dei due rapinatori perché ero di spalle e ho notato quello che sembrava il “capo” che indossava un casco ed era bendato con un nastro isolante e aveva la visiera a specchio per cui non si vedevano nemmeno gli occhi, indossava dei jeans e parlava italiano. L’uomo ha spinto la gente per farla andare avanti, mentre, come mi è stato riferito l’altro era più indietro e parlava in italiano, ma con accento straniero: indossava un casco con la visiera alzata e un passamontagna».

Durante la rapina una ragazza ha avuto un attacco di panico e ha iniziato a urlare e subito un rapinatore le ha detto di stare tranquilla che tanto non sarebbe successo niente a nessuno.

«Sempre il rapinatore con il casco e tutto bendato con il nastro isolante – aggiunge la donna - ha prima puntato la pistola contro l’impiegata per farsi consegnare i soldi e lo stesso li ha presi direttamente dalla cassa per metterseli in tasca e ha chiesto se c’erano altri soldi, ma la dipendente gli ha risposto che non c’era altro».

«Appena sono uscita all’esterno – aggiunge – da brava mamma sono dovuta andare in Posta a Malnate per far vedere a mio figlio il funzionamento della Postepay, perchè lui ha preso questa brutta esperienza come una semplice avventura, ma sta di fatto che ho passato una giornata con molta ansia».

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