Cantù, vigilessa muore a 54 anni
Addio a Maria Rosaria ad Appiano

Viveva con il marito e la madre: commozione ai funerali. L’agente della polizia locale Brunelli lavorava nella città del mobile da una ventina d’anni. Alle esequie il sindaco Galbiati, tanti colleghi e il gonfalone della città

C’è chi sta sempre in prima fila. E poi c’è chi resta un passo dietro le quinte, ma con il proprio lavoro fa sì che tutto funzioni, un giorno dopo l’altro.

Come Maria Rosaria Brunelli, portata via dalla malattia a 54 anni appena, che i colleghi del comando della polizia locale non troveranno più al suo posto.

Ed è difficile farsene una ragione.

Ieri pomeriggio, al funerale celebrato nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano ad Appiano Gentile, nessuno è voluto mancare.

L’omaggio del gonfalone

C’era il gonfalone della città di Cantù, a renderle omaggio, e c’era anche il sindaco Alice Galbiati: «Ho ritenuto doveroso testimoniare la vicinanza e la riconoscenza dell’Amministrazione alla famiglia. E ancora una volta il nostro Corpo della Polizia Locale, presente nella sua quasi totalità e sinceramente commosso, ha mostrato di essere una squadra unita, uomini e donne che si vogliono bene, anche quando si spogliano della divisa».

Maria Rosaria Brunelli, originaria di Vertemate con Minoprio, viveva ad Appiano Gentile con il marito e, nell’appartamento accanto, la madre. Una persona discreta e riservata, la ricordano i vicini di casa, ma anche «molto generosa e molto gentile, sempre disponibile. Quando portava a spasso il suo cagnolino si fermava sempre a chiacchierare. Una donna perbene, che proprio non meritava di andarsene così presto».

La malattia l’aveva colpita da pochi mesi, ma si è rivelata implacabile, anche se ha lottato coraggiosamente fino all’ultimo. La notizia della sua scomparsa è stata accolta con sgomento e dolore in via Vittorio Veneto, dove lavorava da una ventina d’anni: «Tutto il comando ha accusato forte il colpo – dice l’assessore alla Sicurezza, Maurizio Cattaneo – Da qualche mese era a casa, a causa delle sue condizioni, speravamo però davvero che le cose andassero diversamente. Era una persona energica, ma purtroppo il male ha preso il sopravvento. La sua presenza era solare, genuina. Se ne sentirà la mancanza».

Per questo, ieri, gli agenti della locale guidata da Roberto Carbone si sono riuniti nella parrocchiale di Santo Stefano per salutarla commossi.

Non è mancato anche Vincenzo Aiello, per otto anni alla guida del corpo intercomunale di Cantù, Capiago Intimiano e Cucciago e ora comandante a Como: «Nell’ultimo periodo della mia permanenza – racconta – era alla segreteria del comando, quindi vicinissima a me. Una persona preziosa, umanamente e professionalmente. Una collega molto valida, riservata, competente, e schietta una qualità che non è sempre facile trovare nelle persone».

Maria Rosaria Brunelli era stata il volto dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico, quindi accoglieva i cittadini che si recavano al comando.

«Ho un ricordo molto vivido – prosegue Aiello – Nell’anno del lockdown, il 2020, avrebbe avuto la possibilità di lavorare in smart working, date le sue mansioni. Invece non volle restare a casa neppure un giorno, perché diceva che i colleghi erano impegnati sul territorio e per coerenza non poteva sottrarsi. Immagino che mancherà molto, non solo per quello che faceva, ma per come lo faceva. Era una di quelle persone che restano nell’ombra ma fanno funzionare i comandi».

Silvia Cattaneo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA