Denunciata la ladra seriale
Sessanta furti al Sant’Anna

San Fermo Risolto il mistero dei colpi in Medicina 3 dopo mesi di indagini La responsabile sarebbe un’addetta alle pulizie residente a Olgiate

Ci sono voluti mesi, e un lavoro certosino di verifica e controllo che gli agenti del posto di polizia dell’ospedale Sant’Anna hanno svolto in collaborazione con il personale addetto alla vigilanza interna.

Alla fine, però, il mistero dei furti in reparto sembra essersi risolto: a rendersi responsabile di una sessantina di colpi messi a segno soprattutto ai danni dei degenti del reparto “Medicina 3” sarebbe una addetta alle pulizia, dipendente di una cooperativa esterna all’Asst Lariana, una donna di 52 anni, cittadina italiana residente a Olgiate Comasco.

Gli agenti del posto di polizia l’hanno denunciata la scorsa settimana per furto aggravato, dopo averla identificata grazie a una serie di telecamere nascoste installate nel reparto proprio con l’obiettivo di risolvere il “giallo”. La donna è stata sottoposta a perquisizione personale e domiciliare: nella sua abitazione i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato una serie di ricevute di “compro oro”. Il sospetto è proprio quello che si tratti di documentazione inerente la cessione di una parte importante dei gioielli e dei preziosi spariti in questi mesi. Sempre secondo quanto ricostruito nel corso dell’indagine - coordinata dal sostituto procuratore Massimo Astori - la donna avrebbe sempre agito nello stesso modo, entrando cioè nelle stanze di degenza quando i pazienti erano assenti per qualche motivo, o per farsi sottoporre a esami e accertamenti clinici o anche solo per fare quattro passi in reparto, ove consentito. Rubava sempre piccole quantità di denaro, o - quando le capitava - pochi preziosi, cercando nel limite del possibile di non suscitare eccessivo allarme. Trenta, quaranta euro alla volta, finendo però per farsi “prendere” la mano.

Alla fine, sempre secondo la polizia, i furti potrebbero essere una sessantina, tenuto conto anche di una serie di “colpi” messi a segno ai danni del personale medico e infermieristico.Nei giorni scorsi, assistita dal suo avvocato, l’addetta alle pulizie avrebbe peraltro anche ammesso parte delle contestazioni, sostenendo di essersi trovata in un momento di difficoltà economica. Le indagini - fa sapere la questura in un comunicato diffuso ieri - proseguiranno comunque anche nei prossimi giorni. L’obiettivo è quello di quantificare non solo il numero degli episodi ma l’ammontare complessivo della refurtiva, anche se difficilmente sarà sempre possibile recuperare i preziosi rivenduti ai “Compro oro”.

Stefano Ferrari

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