Distrutti gli addobbi di Natale
«Basta buonismi, prendiamoli»

Binago: ignoti si sono accaniti contro le decorazioni del ponte di Concagno E il consigliere Ceolin rilancia: «Non vanno giustificati, ma messi alla gogna»

Vandalizzate le decorazioni natalizie al ponte di Concagno. Nella notte tra Natale e Santo Stefano ignoti si sono divertiti a distruggere gli addobbi natalizi in polistirolo realizzati da Lorenzo Ceolin e da un gruppetto di ragazzi per abbellire il paese durante le feste. Vuoi per noia o per il gratuito gusto di distruggere quanto altri hanno costruito, fatto sta che metà delle decorazioni che erano state applicate sulla cancellata del ponte sono state distrutte in modo irrecuperabile, tant’è che sono state rimosse e non più ripristinate.

«Due o tre ragazzi, si presume a piedi perché dal varco non è passato alcun veicolo in discesa da Solbiate verso Cancagno, si sono fermati al ponte di Concagno e hanno sfasciato metà delle decorazioni in polistirolo che erano state realizzate da mio fratello Lorenzo e dai ragazzi – spiega il consigliere Silvano Ceolin – Hanno distrutto le candele, gli gnomi e le altre decorazioni a tema natalizio, prendendoli a pedate. Decorazioni che avevano fatto i ragazzi e che le famiglie avevano anche acquistato ed esposto ai cancelli delle proprie abitazioni con l’intento di abbellire il paese per il periodo delle festività. Hanno distrutto metà degli addobbi , l’altra metà è rimasta integra. Forse sono stati disturbati, o si sono stancati e hanno lasciato l’”opera” incompiuta».

Il gesto ha provocato molta indignazione nella cittadinanza. Dal canto suo il consigliere Ceolin invita i responsabili a farsi avanti: « Chi ha visto parli. Chi ha commesso si penta. Sono stanco dell’atteggiamento buonista e “scusatorio” di fronte a simili atti di vandalismo – osserva Ceolin – D’accordo cercare di capire le motivazioni per cui si arrivi a commettere questi gesti, ma vanno stigmatizzati e puniti. Arrivo a dire che, se maggiorenni, i responsabili di simili atti, una volta identificati, vadano messi alla pubblica gogna; dovrebbero vergognarsi di quello che hanno fatto». (M. Cle.)

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