Fenegrò: vigili accusati di concussione  Tornano liberi dopo tre mesi
Il tribunale di Como (Foto by archivio)

Fenegrò: vigili accusati di concussione

Tornano liberi dopo tre mesi

Avrebbero preteso soldi dai clienti delle lucciole per evitare le multe. A maggio in Tribunale sono state sentite come testimoni nove prostitute

Sono tornati in libertà i vigili finiti in manette lo scorso febbraio con l’accusa di aver preteso i soldi dai clienti delle prostitute, per evitare loro le multe previste dall’ordinanza anti-prostituzione del sindaco. Liberi dopo che, nei giorni scorsi, in Tribunale si è svolto il secondo incidente probatorio per sentire a verbale - alla presenza dei difensori dei due indagati - le ragazze testimoni a carico dei due vigili.

Mario Verdoliva, 56 anni e Giovanni Castro, 58 anni, entrambi in servizio nel Corpo di polizia intercomunale della Bassa piana comasca (Comuni di Guanzate, Veniano, Fenegrò, Lurago Marinone e Cirimido) al momento dell’arresto, agli inizi di maggio avevano ottenuto gli arresti domiciliari dopo un primo giro di testimonianze raccolte davanti al giudice delle indagini preliminari.

Il 28 maggio, sempre in Tribunale, sono state sentite anche le ultime testimoni (9 in totale) per le quali la Procura aveva chiesto l’incidente probatorio - che consente di raccogliere testimonianze che potranno essere usate in aula nel corso dell’eventuale processo - e così il gip ha accolto l’istanza di remissione in libertà per i due vigili. Resta, a loro carico, l’interdizione cautelare a vestire nuovamente la divisa.

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