Fenegrò,ecco il mago della pizza  Con porcini e spinaci ai mondiali
Davide Falzone mentre prepara la pizza “Thanks” ai campionati mondiali

Fenegrò,ecco il mago della pizza

Con porcini e spinaci ai mondiali

Davide Falzone, 41 anni di Fenegrò si è classificato diciottesimo con una composizione gourmet piaciuta a tutti

Chiamatelo “il mago della pizza”. E questa volta non è un modo di dire. Il pizzaiolo più bravo d’Europa ha infatti ottenuto un ottimo piazzamento anche in occasione dei mondiali e ora può dire, senza tema di smentite, di essere tra i primi venti del mondo. E scusate se è poco.

Davide Falzone, 41 anni, titolare della pizzeria “Rose Noir” nel centro storico del paese, campione d’Europa nel 2016, si è piazzato al diciottesimo posto nella gara della pizza classica su 773 partecipanti provenienti da tutto il mondo.

“Thanks”

“Thanks” è una pizza gourmet che ha per base una deliziosa crema di porcino unita allo spinacino novello crudo. In mezzo troneggia un cestello di grana guarnito da una soffice crema di gorgonzola e mascarpone ed intorno un fiore di fette di prosciutto crudo di cinghiale.

«Una pizza gourmet che ha ottenuto 794 punti sul massimo ottenuto di 857. Il distacco di solo poco più di 60 punti dalla prima classificata testimonia che è stata apprezzata. Certo la crema di porcino ha un gusto particolare- fa notare il pizzaiolo- Sono comunque molto contento del risultato e ringrazio i tantissimi amici che mi hanno sostenuto con entusiasmo, i miei clienti a cui ho dedicato la pizza “Thanks” che si potrà gustare anche alla Rose Noir ma con il nome di Armony».

L’altra pizza gourmet di Falzone nella “gara a due” confezionata a quattro mani con lo chef stellato e coach restaurant di Massa Carrara Simone Bontempi si è piazzata al sedicesimo posto su 82 concorrenti.

Fragole anziché pomodoro

Una pizza superstar “Effetto choc” dove la base di pomodoro è stata sostituita da una crema di fragole frullate, costellata di spuma di canelet di burratina spolverizzata di caviale di limone, con argento alimentare e fiori eduli. Al centro, nascosta da una campana, una delicata zuppetta di astici.«E’ stata la prima esperienza con Simone che oltre ad essere un ottimo chef è anche un bravo coach restaurant con cui sto collaborando. Lo ringrazio per l’opportunità che mi ha dato e sono sicuro che l’anno prossimo, di nuovo insieme, faremo ancora meglio» conclude il pizzaiolo che non vede l’ora di misurarsi in una nuova sfida in cui creatività, bravura unite ad un pizzico di fortuna regalano un’esperienza da ricordare.


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