Gaetano, travolto e ucciso nel sottopasso. Maxi rinvio per il processo: giugno 2023

Tribunale Si torna in aula tra un anno per ascoltare le ultime testimonianze e l’imputato. Il giovane giardiniere di Rebbio ritrovato senza vita sull’asfalto di via Clemente XIII

Gaetano, travolto e ucciso nel sottopasso. Maxi rinvio per il processo: giugno 2023
Gaetano Banfi

Era il 20 ottobre 2019. Pioveva su Como, alle prime ore de mattino. Gaetano Banfi, giovane di Rebbio di 22 anni, dopo una serata trascorsa con delle amiche, stava rientrando a casa. Aveva dimenticato le chiavi. Così, al posto di rincasare subito e disturbare in questo modo la madre che ancora dormiva, aveva scelto di allungare il tragitto, rimanendo in giro ancora un po’. Minuti che gli risultarono fatali. Perché all’altezza del sottopassaggio di via Clemente XIII, fu investito e ucciso.

Il processo nei confronti dell’unico imputato, che si è sempre dichiarato innocente, ha vissuto ieri una ulteriore udienza che è poi stata subito rinviata al 6 giugno del 2023, addirittura tra un anno, per ascoltare gli ultimi testimoni e pure le dichiarazioni di Stefano Piccolo, 33 anni di Cassina Rizzardi, accusato dalla procura di essere alla guida dell’auto che non si accorse del corpo (già steso a terra) di Gaetano travolgendolo. Ferite che poi ne causarono il decesso.

Presente anche ieri – in aula – la famiglia della vittima con i nonni e uno zio. Non si sono costituiti parte civile, in quanto già risarciti, ma hanno scelto comunque di essere presenti a tutte le udienze. «La famiglia intende partecipare come parte offesa, indipendentemente dal risarcimento – ha confermato l’avvocato Pierpaolo Livio – affinché sia garantita una piena assistenza giudiziaria in sede di accertamento delle responsabilità». Tempi lunghi tuttavia, come detto, per arrivate ad una decisione almeno di primo grado.

Gaetano fu soccorso a terra, già privo di sensi, travolto da un’auto che si era allontanata nella notte. Inutile fu ogni tentativo di rianimarlo: morì appena giunto in ospedale. Fu l’imputato a chiamare i soccorsi alle 5.44 della mattina. Ma secondo gli uomini della squadra Mobile, sarebbe stato anche lui – intorno alle 5.30 – a travolgerlo nel sottopassaggio. L’auto tuttavia si allontanò senza prestare soccorso per poi fare ritorno solo più avanti sul posto dell’impatto. Il sottopasso non è ripreso da telecamere.

Il ragazzo che chiamò i soccorsi disse di aver trovato la vittima già a terra. A far sospettare di lui fu il fatto che la sua auto, una Ford Eco Sport, era passata in quel punto ben tre volte, la prima alle 5.30, ovvero quasi un quarto d’ora prima. La difesa ha invece sempre battagliato su tesi alternative, come quella di un’auto partita da un parcheggio nei pressi del punto dell’investimento e poi allontanatasi.

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