I frontalieri ci sono, ma niente ristorni  «Una beffa da 220mila euro all’anno»
Uno scorcio del consiglio comunale di Cadorago

I frontalieri ci sono, ma niente ristorni

«Una beffa da 220mila euro all’anno»

Cadorago Paolo Clerici chiede l’abolizione della soglia del 4% sul numero dei residenti

I ristorni dei frontalieri devono andare ai Comuni: dalla Bassa si leva la richiesta che nel giro di qualche settimana arriverà alla Regione.

L’iniziativa è stata annunciata dal sindaco Paolo Clerici nell’ultimo consiglio comunale con il supporto delle cifre e delle regioni condivise tra i colleghi primi cittadini della zona: si parla di dieci milioni di euro che potrebbero essere distribuiti ai Comuni e invece vanno ad altri enti.

Solo a Cadorago risultano 219 residenti che lavorano in Svizzera, godono dei servizi comunali come gli altri ma non versano l’irpef in loco. A differenza dei Comuni a più vicini al confine, i paesi della Bassa non vengono compensati con i ristorni e così Cadorago perde oltre 220 mila euro all’anno.

I ristorni rappresentano una quota delle tasse pagate dai frontalieri in Svizzera che la confederazione, attraverso il ministero dell’Interno italiano, restituisce al territorio di residenza.

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