Il poligono al Consiglio di Stato  Altro ricorso per poter sparare
L’ingresso del poligono di tiro al centro della querelle

Il poligono al Consiglio di Stato

Altro ricorso per poter sparare

Appiano, braccio di ferro infinito con Comune e residenti

Il gestore contro il Tar che ha confermato il divieto

Rumori di spari dal poligono, il contenzioso continua. Il Tiro a segno nazionale, sezione di Appiano, ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro il provvedimento del Tribunale amministrativo regionale dello scorso 22 aprile. Il Tar ha rigettato la richiesta di sospensiva dell’ordinanza con cui il sindaco, Giovanni Pagani, a dicembre aveva ingiunto l’immediata sospensione delle attività del poligono che generano emissioni acustiche superiori ai limiti di legge, subordinandone la ripresa a interventi volti a rientrare nei limiti. A metà gennaio il Tar aveva accolto la domanda di misure cautelari monocratiche formulata dal Tsn di Appiano.

Il 22 aprile la Camera di consiglio del Tar ha rigettato la sospensiva con la motivazione che non ci sono violazioni né formali, né procedurali nei provvedimenti comunali, aggiungendo che “Non sussiste la probabilità di un esito favorevole della causa, tenuto conto della classificazione acustica dell’area su cui insiste il Tsn di Appiano”.

«In attesa che il Tar si esprima nel merito, impugniamo l’ordinanza del Tar sugli aspetti cautelari – spiega l’avvoca toMario Lavatelli, che assiste il locale Tsn – Riteniamo che non sia condivisibile l’ordinanza del Tar e riproponiamo al Consiglio di Stato di valutare la fase cautelare. La decisione del Tar del 22 aprile è contradditoria non solo rispetto all’ordinanza di gennaio, con cui era stata concessa la sospensiva, ma anche a quella precedente». Nel frattempo il poligono resta chiuso, come conferma il neo presidente Alberto Fumagalli (50 anni, residente a Lurate Caccivio): «Visto che una volta il Tar ha dato ragione a noi e un’altra torto, ricorriamo al Consiglio di Stato affinchè decida sulla sospensione o meno dell’ordinanza del sindaco. Nel frattempo non possiamo aprire ai grossi calibri. Non avendo fatto prove con i singoli calibri, non sappiamo quali sarebbero consentiti e quali no».

Allo stato la riapertura è subordinata alla messa a norma.

«I militari non omologherebbero una struttura chiusa, per via delle polveri combuste, e intervenire su un poligono esistente è più oneroso che rifarlo da zero chiuso – afferma Fumagalli – Vediamo come si pronuncerà il Consiglio di Stato. Si dovrà attendere almeno fino a luglio, agosto per aprire. Il vero problema è gestire il poligono nel rispetto delle misure anti-contagio».

Intanto Alessandro Albanese, uno dei residenti più vicini al poligono che sta valutando richieste di danni al Comune e al Tsn di Appiano Gentile, commenta: «Piuttosto che sistemare il poligono per rientrare nei limiti previsti dalla zonizzazione acustica continuano a fare ricorsi». (Manuela Clerici)


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