L’addio al volontario  «Non aggiungiamo odio  al dolore della famiglia»
La bara di Gianfranco Larghi portata a spalle dai volontari della Croce Rossa di Uggiate

L’addio al volontario

«Non aggiungiamo odio

al dolore della famiglia»

Solbiate con Cagno: l’appello del sacerdote ai funerali

di Gianfranco Larghi, morto in un incidente d’auto

Il conducente dell’altra vettura positivo a droga e alcol

«Non oso pronunciare la parola perdono, quello è un cammino duro, intimo e impervio che dura anni. Ma almeno sospendiamo i giudizi e l’odio che aggiungono solo tanto male e sconforto e impariamo la lezione. Su quella strada Gianfranco cercava la vita, ma ha trovato la morte».

Non è stato semplice per i sacerdoti che ieri mattina hanno celebrato il rito funebre, nella parrocchiale di Cagno, trovare le parole giuste per accompagnare nell’ultimo viaggio Gianfranco Larghi, scomparso tragicamente a 57 anni in un incidente stradale.

Accanto a lui, per l’ultima volta, si sono strette centinaia di persone con gli occhi gonfi di lacrime e un groppo alla gola. In prima fila la sua famiglia con la moglie Marisa e la figlia Anna, mentre il figlio Giuseppe, 23 anni, è ancora ricoverato in ospedale a seguito dei traumi riportati nell’incidente dove ha perso la vita il suo papà. Ha comunque voluto far sentire la propria presenza, con una toccante lettera. C’erano poi tantissimi volontari della Croce Rossa, che per Gianfranco era una seconda famiglia: a Uggiate Trevano ha prestato servizio per quasi quarant’anni diventando colonna portante.

. «Era sempre all’opera un po’ per tutti, dalla famiglia al volontariato, sempre attivo, sul modello del buon samaritano del Vangelo – è stato ricordato durante l’omelia – un uomo riservato che si nascondeva nel momento delle foto, anche negli eventi in cui era stato tra i protagonisti. Forse per indole naturale e abitudine familiare, anche lui è sempre stato proteso ad agire, sempre al servizio degli altri, mai fermo o stanco».

Alla guida dell’auto che ha causato il frontale a Malnate c’era un uomo di 32 anni, ora agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio stradale: nel suo sangue sono state infatti ritrovate tracce di cocaina, marijuana e alcool. Una circostanza che rende ancora più difficoltoso accettare la morte di Gianfranco, ma il bene da lui seminato sarà sempre ricordato. (D. Col.)


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