Muore a 57 anni la dottoressa Gittlar per un arresto cardiaco. «Aveva fatto della disponibilità il proprio marchio»

Albiolo Scomparsa all’improvviso il giorno di Santo Stefano: dolore e sgomento nell’Olgiatese. La medicina somigliava più a una vocazione che a un semplice lavoro. Lascia il marito e due figli

Tristezza e sgomento per la scomparsa della dottoressa Kinga Gittlar, 57 anni, professionista esemplare e sempre disponibile.

È una notizia che ha lasciato un profondo vuoto in gran parte del territorio olgiatese quella che, nel pomeriggio di martedì, ha iniziato a rimbalzare tra gli assistiti e sui social network. Poche righe, ma capaci di scatenare un turbinio di emozioni: «Messaggio automatico: in data 26 dicembre la dottoressa Gittlar è morta improvvisamente. Nei prossimi giorni, tramite avviso affisso in ambulatorio, saranno comunicate le modalità di sostituzione».

È successo tutto in fretta. Un arresto cardiaco l’ha colpita nel giorno di Santo Stefano, strappandola all’affetto dei propri cari, dei colleghi e dei tanti pazienti che l’hanno sempre stimata professionalmente e umanamente.

Disponibile con tutti

Di origine ungherese, era residente nel Varesotto, a Vedano Olona, ma esercitava come medico di base negli ambulatori di Albiolo, Valmorea e Cagno. In passato era stata legata anche alla Casa anziani di Uggiate Trevano, per la quale aveva prestato servizio dal 2004 al 2011, lasciando un ottimo ricordo all’interno della struttura e in paese. Merito dell’innata capacità di entrare in relazione con le persone, andando oltre il proprio ruolo e ponendosi come amica, prima ancora che come medico.

Lati del suo carattere particolarmente apprezzati anche dal dottor Giovanni Manzella La Barbera e dalla dottoressa Giancarla Bonetta, che con lei lavoravano in rete ormai da tempo. «Siamo arrivate ad Albiolo 20 anni fa - racconta quest’ultima - io nel 2001, lei nel 2002. Abbiamo condiviso la crescita professionale, collaborando costantemente e confrontandoci. Era una persona estremamente disponibile. Credo abbia dato tutto quello che poteva ai propri pazienti: c’era sempre, con una reperibilità di 12 ore al giorno e risposte immediate e puntuali. Ma era speciale anche per noi colleghi: era il tessuto collante, colei che riusciva a tenere insieme ogni cosa. Per me, poi, era un’amica e una sorella».

Le fa eco la dottoressa Carmen Sampietro, storica amica e collega: «Ci conosciamo da 40 anni. Era una grande professionista, che ha fatto della disponibilità il proprio marchio. Lascia un grande vuoto».

Cerimonia privata

Lo stesso vuoto che tanti pazienti hanno condiviso sui social, riempiendo di commenti i post in suo ricordo. L’hanno descritta come un medico e una persona d’oro, intelligente, attenta e scrupolosa, incline all’ascolto e disponibile anche in tarda serata.

Una vera amica, per la quale la medicina somigliava a una vera e propria vocazione, più che a un semplice lavoro. Tanti anche i messaggi di condoglianze e di vicinanza alla famiglia: al marito Riccardo e ai figli Edoardo e Roberto, freschi di studi e in corso di inserimento nel mondo del lavoro. Nella giornata di ieri è stata eseguita l’autopsia e, da oggi, a Malnate, è allestita la camera ardente. Non verrà celebrato alcun funerale, ma i familiari e gli amici stretti potranno darle l’ultimo saluto durante una cerimonia privata, allestita nella casa del commiato.

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