Olgiate, i “barbee” in pensione  Tra shampoo e sfottò da tifosi
Severino e Giovanni Mascetti qualche anno fa in negozio, alle loro spalle la foto del padre Lino

Olgiate, i “barbee” in pensione

Tra shampoo e sfottò da tifosi

Il negozio dei fratelli Mascetti un covo interista

«Ma fui costretto a lavorare con la maglia della Juve»

Chiude dopo tre generazioni sperando in un subentro

Dopo cinquant’anni chiude il negozio “Parrucchiere Mascetti”, un pezzo di storia di Olgiate che se ne va. Anche perchè, in realtà, l’attività era iniziata ben oltre 74 anni ed è proseguita per tre generazioni.

E con il negozio chiude un punto di ritrovo dei tifosi, quasi un “Inter club” dove i nerazzurri doc (come gli stessi titolari) si confrontavano con i sostenitori delle squadre avversarie. Un clima da Bar Sport, se si vuole, ma con spazio alla politica, locale e non, e alle iniziative di solidarietà.

Nei primi mesi del 1946, infatti, Lino Mascetti, appena tornato dalla prigionia in Germania, mise a frutto l’arte di parrucchiere ereditata dal padre Giovanni (operaio alla Boselli e “barbee” nei ritagli di tempo) e appresa nel negozio dello zio a Varese dove lavorava.

Aprì il negozio in via Manzoni, dove nel 1968 gli subentrò il figlio Giovanni (73 anni) e in seguito anche Severino (65 anni).

I due fratelli negli anni Settanta costituirono la società “Fratelli Mascetti parrucchiere per uomo” che, sulle orme della tradizione di famiglia, è diventata una istituzione olgiatese.

Negli anni sono cambiate le sedi da quella storica in via Manzoni, dove prima del taglio dei capelli i clienti passavano in casa Mascetti a bere qualcosa, poi in via Vittorio Emanuele e dal ’93 in via delle Vecchie Scuderie. Più di un semplice parrucchiere da uomo, un luogo di ritrovo dove si discuteva di calcio, di politica nazionale e locale, sempre con eleganza, ironia e intelligenza.

«Era la bottega di una volta – rimarca Giovanni - dove il cliente amico entrava anche solo per salutare, scambiare due parole e, all’occorrenza, confidarsi e sfogarsi. Oltre il lavoro, c’era l’amicizia».

«In tutti questi anni di attività, oltre ad avere avuto un ottimo rapporto con la clientela, si sono instaurate tante amicizie. Insieme all’attività, è stata portata avanti anche la tradizione del “tifo interista” - affermano i due fratelli – È stato motivo di grandi discussioni, ma sempre in tono amichevole, e di divertenti siparietti».

Mitici gli sfottò quando l’Inter perdeva, con tanto di bigliettini lasciati all’esterno del negozio. «Se l’Inter vinceva, paradossalmente lavoravamo meno – ricorda Severino – Se perdeva, tutti venivano a tagliare i capelli. Un anno, a fine campionato, feci una scommessa con il compianto Angelo De Agostini, juventino. La persi e dovetti tagliargli la barba indossando la maglia bianconera».

«In negozio - fa presente Giovanni - abbiamo una gigantografia della squadra e un pallone che un nostro cliente, con contatti alla Pinetina, ci fece autografare da tutti i calciatori».

Hanno tagliato i capelli a 3-4 generazioni di olgiatesi e del circondario, dedicando parte delle loro cure anche agli ospiti della casa anziani e delle comunità alloggio L’Arcobaleno di Olgiate e La stella polare di Binago. Erano specialisti di barbe rasate e modellate. Competenze acquisite a scuola e affinate con corsi di specializzazione e con la pratica.

«Il nostro lavoro era fatto con professionalità e grande passione – sostengono – Essendo in pensione entrambi, avevamo già deciso di chiudere a giugno, ma avremmo voluto accompagnare i nostri clienti alla chiusura. L’emergenza sanitaria non ci ha permesso di salutare e ringraziare tutta la nostra clientela come avremmo voluto».

Non solo. «Ci piacerebbe avere la possibilità di portare avanti questa tradizione, dando l’opportunità a chi fosse interessato di subentrare nell’attività». (Manuela Clerici)


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