Olgiate: le spoglie di San Gerardo tornano nella sua Olgiate

La venerata salma accolta da oltre mille persone. Monsignor Dario Viganò: «Ha curato gli ultimi, i poveri. Il suo arrivo sia un invito a un cammino dei fedeli»

Dopo settantassette anni l’urna di San Gerardo dei Tintori è tornata a Olgiate ed è stata accolta da migliaia di fedeli. Una giornata memorabile, ieri, per la comunità parrocchiale per il tanto atteso arrivo da Monza dell’urna con le spoglie del santo cui gli olgiatesi sono legati da profonda devozione dal 1207.

Venerazione, sincera e intensa, che ieri ha pervaso, fino alla commozione, molti dei fedeli che dal primissimo pomeriggio hanno atteso l’arrivo – scortato dalla polizia locale e dalla protezione civile - del camion attrezzato per il trasporto di opere d’arte su cui è stata traslata l’urna.

Quando è stata portata alla luce e collocata sul carro allestito dai volontari della parrocchia è stata salutata con un caloroso applauso. Le reliquie del santo sono state accolte nella piazza antistante la chiesa a lui dedicata dove ha poi preso avvio la processione, sulle note del Corpo musicale olgiatese, che lungo via San Gerardo ha raggiunto la chiesa parrocchiale.

Oltre mille persone hanno accompagnato festanti l’urna, i bambini e ragazzi del catechismo con le loro famiglie, accanto a diverse associazioni fra cui il gruppo alpini, la protezione civile, Sos, Avis, Dialogo club, Auser, Insieme, Bocciofila Esperia, Agorà 97, L’Alveare, Amici di San Cataldo, il Gso San Giovanni Bosco, Caritas, Si può fare, Diaphos e da tanti fedeli. Aprivano la processione il prevosto di Olgiate Comasco, don Flavio Crosta, con i vicari don Alberto Dolcini e don Francesco Orsi, il parroco di San Gerardo al Corpo, don Massimo Gaio, e don Enrico Marelli. Don Gaio: «È un giorno di gioia. Sono contento di aver permesso questo passaggio».

Al seguito del corteo anche autorità civili e militari, fra cui il sindaco di Olgiate, Simone Moretti: «Un momento di grande spiritualità che ha riunito l’intera comunità».

Erano presenti anche i primi cittadini dei comuni limitrofi. L’urna, giunta sul piazzale monsignor Lorenzo Calori, ha fatto il suo ingresso nella chiesa parrocchiale tra due ali di folla sulle note del coro parrocchiale che ha poi eseguito l’Inno di San Gerardo. Dopo il saluto di benvenuto di don Flavio, monsignor Dario Viganò, vicecancelliere dell’Accademia pontificia, ha dato lettura del messaggio che il Santo Padre ha inviato alla comunità in occasione dell’Anno Gerardiano e dei cento anni della consacrazione della parrocchiale che si celebrerà il prossimo 5 gennaio. Quindi la santa messa presieduta da monsignor Viganò, con monsignor Pier Emilio Salvadè, don Flavio Crosta e altri venti sacerdoti provenienti dalle parrocchie vicine.

Prima della benedizione è stata data lettura delle condizioni per ottenere l’indulgenza concessa dalla Santa Sede. Poi spazio alla devozione personale, con il tradizionale gesto di battere la testa sull’urna, a partire dagli anziani, malati e fragili per cui tanto si è speso san Gerardo.

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