Operai e mezzi al lavoro nella notte  Poi spunta un’antenna alta 50 metri
La maxi antenna costruita vicino alle abitazioni

Operai e mezzi al lavoro nella notte

Poi spunta un’antenna alta 50 metri

Uggiate Trevano installata tra giovedì e venerdì

vicino al campo sportivo e la piazzola dell’elisoccorso

Dalla sera alla mattina, in via Donatori di sangue, è spuntato un obelisco alto 50 metri in mezzo alle case, a ridosso del campo sportivo e svetta con tutta la sua mole argentea su una base in cemento armato nel terreno di proprietà comunale.

Si tratta di una maxi antenna di telefonia di Iliad Italia e che dovrebbe potenziare la rete di trasmissioni informatiche, soddisfacendo così un fabbisogno e su questa funzione di servizio di pubblica utilità nessuno obietta.

Le obiezioni e le proteste sono di ben altro tipo, si concentrano sulla collocazione e potrebbero sfociare in un esposto alla Procura della Repubblica con richiesta di sequestro penale immediato, a tutela della salute pubblica, poiché non sono note le emissioni irradiate e fin dove.

E poi, perchè il manufatto potrebbe confliggere con la rotta dell’elisoccorso notturno, un servizio salvavita che aveva potuto contare sulla sensibilità dell’Uggiatese Calcio con la disponibilità del campo sportivo attrezzato a piazzola per l’atterraggio e il decollo. Non da ultimo, i danni patrimoniali e morali per i residenti: le loro proprietà immobiliari, pagate a peso d’oro, con i sacrifici di una vita, perdono valore con il “coso” in mezzo, davanti e di fianco.

Il problema è dapprima nel metodo e poi nel merito. I cittadini si sono trovati davanti l’obelisco in modo improvviso ed improvvido: hanno notato, la notte di giovedì 29 aprile, operai al lavoro alla luce di potenti fari, ma mai e poi mai avrebbero pensato ad un manufatto del genere e proprio in quella posizione, perchè nessuno ha dato un preavviso o un avviso. Alla luce del giorno, “il coso” è apparso in tutta la sua dimensione. Chi è stato?

Non è un abuso: la Società ha tutti i permessi, ottenuti con regolare procedura. Il 21 ottobre 2020, con la delibera numero 61, l’intera giunta comunale, all’unanimità, ha espresso parere favorevole all’impianto e ha deliberato di concedere in affitto l’area per nove anni, rinnovabili per altri sei, ad un canone di novemila euro l’anno, «effettuati i dovuti approfondimenti di carattere giuridico e tecnico», sottolinea l’atto che vieta di «implementare la tecnologia 5G».

Allegati, il parere tecnico e il parere contabile. Le polemiche si addensano: per oggi, è prevista una riunione urgente della giunta. È attesa per le decisioni che assumerà.


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