«Pensavo fossero medicine, non coca»  Carcere confermato al nonno-corriere
Il materiale sequestrato nell’auto e nell’abitazione del pensionato

«Pensavo fossero medicine, non coca»

Carcere confermato al nonno-corriere

Ronago, interrogato il pensionato di 73 anni arrestato con mezzo chilo di droga. «Mi hanno dato 200 euro per portare dei farmaci a Mendrisio»

«Non sapevo che ci fosse cocaina in quell’involucro. Pensavo fossero medicine». Prova a difendersi, davanti al giudice, il nonno presunto corriere della droga, sorpreso dalla Guardia di finanza con mezzo chilo di cocaina nella zona del valico di Bizzarone. Ma la sua difesa non convince, e il magistrato che - ieri mattina - lo ha sentito nell’udienza di convalida dell’arresto, non solo ha proceduto alla convalida, ma anche disposto che l’uomo resti in carcere. Nonostante l’età e alla mancanza di precedenti.

Certo, non depone a favore dell’anziano di 73 anni di Ronago, il quantitativo di stupefacente trovato dalle fiamme gialle: mezzo chilo di cocaina del valore approssimativo - senza ulteriori tagli - di non meno di trentamila euro. Non depone a favore neppure l’aver ritrovato, a casa dell’uomo, contante per 3.200 euro e 1.250 franchi svizzeri che - stando a quanto sospettano i finanzieri della compagnia di Olgiate della Finanza - sarebbero un indizio di un’attività di vendita al dettaglio dello stupefacente. Non depongono a favore la quantità di telefoni cellulari sequestrati nel corso della perquisizione domiciliare e che si sospetta fossero in uso all’uomo. E, infine, non depone neppure a favore la spiegazione offerta al giudice, evidentemente ritenuta non verosimile.

Il pensionato ha riferito di aver ricevuto il pacchetto da una persona che lo ha pagato 200 euro per trasportarlo fino a Mendrisio, ma che era convinto che si trattasse di medicine da trasportare dall’Italia alla Svizzera. E che nulla sapeva della presenza della cocaina.


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