Quattro quintali di “erba” sospetta  La polizia nell’ufficio, due arresti
La polizia ha effettuato il maxi sequestro negli uffici di una società di Fenegrò

Quattro quintali di “erba” sospetta

La polizia nell’ufficio, due arresti

Fenegrò Un viavai sospetto ha fatto scattare il blitz

Sono finiti in manette uno svizzero di 39 anni

e un albanese di 34 di Lurago Marinone

Alla fine, forse attratta dal gran viavai di gente, la polizia ha deciso di dare un’occhiata. Con un clamoroso risultato: in un ufficio della società “420 Solutions”, a Fenegrò, sono stati sequestrati 420 chilogrammi di marijuana, che si sospettano avere un principio attivo più elevato di quello che consente la commercializzazione della cosiddetta marijuana “legale”.

Per appurarlo con certezza bisognerà ovviamente che la Procura disponga le consulenze tecniche del caso, ma nel frattempo il sequestro ha già condotto all’arresto di due persone: si tratta di un cittadino svizzero di 39 anni con residenza a Sorengo (in Canton Ticino), e un uomo di passaporto albanese, 34 anni, con regolare residenza a Lurago Marinone.

Arresto e sequestro sono avvenuti all’interno di uno dei capannoni dell’area industriale del paese, in via dell’Artigianato, dove la società - che ha la sede centrale a Paderno Dugnano - aveva aperto da poco una sua filiale.

La “420 solutions” è una srl attiva sul mercato da un paio d’anni, da quando cioè anche in Italia si è diffusa la commercializzazione della cosiddetta marijuana legale.

Si tratta di marijuana con un principio attivo - il cosiddetto Thc - non superiore allo 0,6%, posto che in genere oltre quella soglia l’erba provoca effetti psicotropi, cioè può essere utilizzata a tutti gli effetti come una droga.

Nel caso di Fenegrò i 420 chilogrammi di marijuana risultavano suddivisi dentro a diversi scatoloni, da 5 e da dieci chilogrammi ciascuno.

Come detto, al di là di una prima valutazione organolettica, la Procura dovrà procedere a una analisi più approfondita, per stabilire a quanto ammonti, in effetti, il valore del principio attivo. L’intervento della polizia sarebbe conseguenza del fatto che negli ultimi giorni il numero dei clienti “in coda” fuori dall’ufficio fosse andato crescendo fino a dare parecchio nell’occhio. C’erano a quanto pare clienti in attesa di essere serviti anche al momento dei due arresti e del contestuale sequestro, con il risultato che molti di loro sono stati identificati. (S. Fer.)


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