«Ridatemi mia figlia  È in Russia con la madre  che mi vieta di vederla»
Marcello Ienna, al centro, racconta la sua vicenda: «Ridatemi mia figlia»

«Ridatemi mia figlia

È in Russia con la madre

che mi vieta di vederla»

Limido Comasco, la battaglia legale di Marcello Ienna: il tribunale di Como ha assegnato l’affido all’uomo

«Lanciamo un appello al nostro governo perché intervenga e tuteli due cittadini italiani: Marcello Ienna e sua figlia Margherita».

E’ l’accorato messaggio lanciato alle istituzioni da tutte le persone che stanno sostenendo la dolorosa causa di Marcello Ienna 48 anni di Limido Comasco, l’autotrasportatore che dal 30 agosto del 2016 sta lottando contro un sistema intero per poter riabbracciare la piccola Margherita, la bimba di quasi 5 anni (li compirà il 4 settembre) avuta dalla relazione con la compagna russa, Gulnara. Dal 12 agosto del 2016, infatti, la piccolina è stata portata via al papà: la mamma si era allontanata con una scusa, ma poi aveva fatto quasi perdere le proprie tracce. Dall’agosto del 2016 papà Marcello non ha potuto più riabbracciare la bambina. E’ stata aperta un’inchiesta per sottrazione internazionale di minore dopo che il genitore presentò denuncia ai carabinieri. Il genitore sta vivendo mesi di grande apprensione, dolore e preoccupazione.

«Le ho parlato un volta via Whatsapp – dice papà Marcello - il 2 agosto di un anno fa. L’avevo vista in Skype il 30 agosto del 2016, il giorno che sarebbe dovuta tornare in Italia con la madre. Potete immaginare cosa sono state le mia giornate da allora, il miei compleanni, i miei giorni di Natale. Gli avvocati hanno chiesto qualche foto della bambina. Ma non abbiamo ricevuto neppure quelle. Non si può impedire a un padre di vedere la propri figlia, di parlarle? Lo dico anche alla mia ex compagna. Alzi il telefono e mi faccia parlare con Margherita. Cosa ci vuole? Io lotterò per riavere mia figlia. Lotterò finché avrò vita. Voglio che Margherita torni da me. Con sua madre, se lo vorrà, perché è giusto che un figlio cresca anche accanto alla mamma». La battaglia ha portato a un’importante vittoria: nei giorni scorsi, infatti, la sezione civile del tribunale di Como ha assegnato l’affido esclusivo al padre con annesso collocamento nella casa di Limido.


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