Ripartenza lenta anche a messa
A Olgiate solo la metà dei fedeli

Don Folladori: «Soltanto nelle ultime domeniche siamo arrivati a mille presenze». Assenti soprattutto bambini e ragazzi, privi degli incentivi del catechismo e dell’oratorio

Ripartenza lenta: il coronavirus ha dimezzato la partecipazione alle messe festive a Olgiate Comasco. La situazione è migliorata rispetto alle prime settimane di celebrazioni con il popolo, ma è ancora ben al di sotto delle presenze consolidate.

«La partecipazione alle messe festive è stata parecchio inferiore alle attese – spiega il prevosto don Marco Folladori – Nelle prime domeniche dopo la riapertura la presenza era di circa 700/800 persone, pari a un terzo di quante partecipavano in una domenica normale prima dell’epidemia. Nelle ultime domeniche siamo saliti a più di mille fedeli, circa la metà delle presenze (2.000-2.100) prima dell’emergenza sanitaria». Il dato è figlio di una serie di cause che hanno portato a una sensibile riduzione della partecipazione, in linea con altre realtà anche del circondario.

«All’inizio sicuramente qualcuno aveva ancora paura, specialmente gli anziani – sostiene don Marco – Altro fattore che ha inciso è stata la prenotazione, obbligatoria nelle prime settimane, che può essere risultata un po’ faticosa».

«Adesso non è più richiesta perché si è notato che la frequenza alle messe è abbastanza ben distribuita, per cui non si crea alcun rischio di assembramenti anche lasciando l’accesso libero». Il dato più evidente è la mancanza dei fedeli più giovani.

«Manca tutta la fascia dei bambini e ragazzi con le rispettive famiglie – conferma il prevosto – Prima dell’insorgere dell’emergenza sanitaria, nel corso dell’anno i bambini e ragazzi erano abbastanza incentivati dai catechisti a partecipare alla messa festiva. In questi mesi, da quando è stata interrotta la catechesi a causa della pandemia, le famiglie non vengono. La maggior parte dei genitori dei bambini e ragazzi che abbiamo a catechismo non frequenta la chiesa».

(Manuela Clerici)

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