Solbiate è la capitale dei golosi  In settemila per lo street food
La folla tra gli stand del cibo da strada: un successo oltre ogni aspettativa per Solbiate

Solbiate è la capitale dei golosi

In settemila per lo street food

Affluenza record alla manifestazione organizzata in 4 serate. Gli organizzatori: «Siamo vincenti sia per il periodo sia per la location»

“Street food e music festival”, un altro pienone a Solbiate. Tra le settemila e le ottomila persone da giovedì a domenica sera (da stime degli organizzatori) si sono riversate in piazza Roma e adiacenze per gustare un evento che coniuga sapientemente cucina da strada gourmet, musica coinvolgente e tante attrazioni per grandi e piccini.

Per quattro giorni piazza Roma si è trasformata in un ristorante a cielo aperto, con cento tavoli da otto posti sempre pieni nella serata clou di sabato (tra le 3.000-4.000 presenze).

Tanta affluenza anche domenica sia a pranzo, sia a cena. Del resto i più golosi non hanno resistito al richiamo delle specialità proposte dai tredici truck disposti lungo via Papa Giovanni XXIII.

C’erano specialità dolci e salate di ogni genere: più tipologie di burger, piatti della tradizione piemontese, arrosticini abruzzesi, pizza e panzerotti, cibo greco, fritture di vario tipo, dolci per tutti i gusti.

Oltre al cibo, anche i concerti proposti ogni sera hanno attratto molto pubblico. Insomma, un altro successo. «Piazza piena, tanto entusiasmo, buon cibo, birra e buona musica – commenta il sindaco Federico Broggi - Una volta all’anno portiamo migliaia di persone nel nostro Comune; ogni anno vinciamo la nostra scommessa».

Il riscontro di pubblico anche di questa terza edizione consacra definitivamente l’evento, organizzato da “Italia on the road” in collaborazione con il Comune.

«Tre anni fa abbiamo fatto una scommessa e da tre anni continuiamo a vincerla. È bello vedere una volta all’anno il cuore del paese che batte con tanta gente – osserva il sindaco – La manifestazione è riuscita molto bene.

Promossa anche la scelta di aggiungere una serata in più. «È stata dettata dalla volontà di provare a diluire un po’ le persone nell’arco di quattro giorni, anziché tre, perché nelle due precedenti edizioni si era notato che nei momenti di massima affluenza non ci si riusciva a muovere – spiega Broggi – Anche quest’anno nei picchi di presenza in coincidenza dei concerti era bello pieno, ma almeno c’era un minimo di mobilità in più».

E conclude: «A breve ci siederemo attorno al tavolo con gli organizzatori per confermare l’evento già per il 2020 e valuteremo se proseguire con la formula su quattro giorni, che personalmente non mi dispiace».


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