Spari a un’officina di Cucciago  A processo finisce un cliente
Paolo Albanese è stato rintracciato dai carabinieri di Cantù

Spari a un’officina di Cucciago

A processo finisce un cliente

I colpi di pistola esplosi nel dicembre del 2016 Rinviato a giudizio un uomo in cella per diverse rapine


E pensare che era pure cliente dell’autofficina Valtorta. Un cliente, 69 anni di Cucciago, che non conosce la parola gratitudine, se le accuse dei carabinieri di Cantù e della Procura di Como reggeranno in aula.

Il giudice delle udienze preliminari ha rinviato a giudizio l’uomo, con l’accusa di aver partecipato (con un complice mai identificato) all’esplosione di almeno 4 colpi di pistola calibro 9 contro la porta d’ingresso dell’autofficina.

All'uomo i carabinieri sono risaliti dopo il suo arresto, un paio di anni fa, per l’assalto al furgone portavalori all’esterno della Geotras (corrispondente della Bartolini) di Lurate Caccivio, quando un commando di rapinatori aveva portato via poco meno di 30mila euro in contanti.

Nel corso delle perquisizioni compiute a casa di uno dei componenti del commando (non lui) i carabinieri avevano trovato una serie impressionante di armi. Tra queste anche una Beretta calibro 9 (che la balistica confermerà essere l’arma utilizzata per gli spari a Cucciago) oltre a un paio di cilindri in acciaio utilizzati come silenziatore. Quei cilindri in acciaio, hanno ricostruiti i carabinieri, l’uomo lli aveva commissionati proprio all’officina Valtorta, i cui titolari erano ovviamente del tutto all’oscuro del loro utilizzo successivo e mai avrebbero ipotizzato potessero servire come silenziatori per un’arma. L’uomo - accusano gli inquirenti - avrebbe modificato i cilindri aggiungendo molle e feltrini, molle e feltrini ritrovati dagli inquirenti a casa del sospettato.


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