Storie tra calcio e campane  In un libro senza barriere
Massimo Del Viscio con il suo libro Te la do io la cuccagna

Storie tra calcio e campane

In un libro senza barriere

Stasera Massimo Del Viscio presenta il suo primo libro trascritto anche in braille, alle 20.30 nell’ex municipio

“Te la do io la Cuccagna” è il titolo del primo romanzo del giornalista Massimo Del Viscio, corrispondente per diverse testate locali. La presentazione stasera alle 20.30 nella sala Adolfo Wildt, nell’ex municipio, dove l’autore dialogherà con l’assessore Fabrizio Rusconi.

Il libro, 136 pagine, in vendita nelle edicole e cartolibrerie appianesi dove hà già riscosso un buon successo, è stato editato sulla piattaforma Amazon, dove dal mese di dicembre è disponibile anche nel formato Kindle (e-book).

«Il romanzo verrà presto trascritto in Braille – precisa lo stesso Massimo Del Viscio - Una copia la regalerò ai miei genitori e altre verranno messe a disposizione della Biblioteca Italiana per Ciechi “Regina Margherita”, con cui ho già avviato contatti, per consentire il prestito ai non vedenti iscritti al servizio nazionale».

“Calcio e campane ad Appiano Gentile” è il sottotitolo che già svela parte della trama. Storielle di paese che fanno divertire chi ad Appiano Gentile non ci ha mai vissuto, ma che appassionano chi ricorda i nomi dei vecchi bar, dei luoghi che ora non ci sono più.

Il racconto, ambientato nel maggio 1980, viene scandito da una partita di calcio. Non quella dell’Inter, ma della Fulgor che si gioca l’ultima di campionato, contro l’Itala di Lurate Caccivio. Un derby a tutti gli effetti.

Ma mentre sale la febbre per la partita nel racconto si articolano le tribolazioni di alcuni personaggi appianesi.

Un lavoro, quello siglato da Max Delvi, che trae origine dai ricordi di un’infanzia vissuta, appunto, ad Appiano.

«Ho raccontato la mia infanzia, i miei luoghi come me li ricordo ora – chiosa l’autore – C’è il bar Monferrato, il Fenegrò, l’albergo Roma e il Garibaldi, con il suo rinomato vino rosso. Insomma ci sono tanti luoghi realmente esistiti, ma anche qualche leggenda, che, appunto, rimane tale, e tanta fantasia nell’inventare i personaggi raccontati nel libro. Ovviamente c’è anche il mitico palo della cuccagna».
M. Cle.


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