Uggiate, giovani baristi verso il Ticino
«Li formiamo e poi fuggono»

L’allarme di Luciano Bernasconi, storico titolare di un locale in paese. «Troppa differenza di stipendi, servono incentivi da parte della Regione»

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Uggiate Trevano

Formano i lavoratori che poi, puntualmente, vanno oltre confine. Luciano Bernasconi 52 anni professione: barista da venticinque anni e da sei titolare del “Certamente -in piazza “ in piazza Vittorio Emanuele a Uggiate Trevano chiede a voce alta ai governatori di Regione Lombardia incentivi per far rimanere i giovani sul territorio di confine e non farli andare in Svizzera.

«Un problema che ovviamente esisteva già un po’ prima della pandemia – spiega Luciano Bernasconi – però poi con questa grave emergenza sanitaria e il reddito di cittadinanza, è arrivato il colpo di grazia. Tempo fa i politici avevano detto che avrebbero fatto qualcosa per arginare la situazione ma nessuno ha fatto niente – lancia quindi un appello – serve aiutare le imprese perché i ragazzi migliori scappano in Svizzera visto le allettanti retribuzioni che dalla nostra non possiamo dare per gli alti costi del lavoro che sosteniamo».

«Per una retribuzione mensile pari a 1.300 euro come da Contratto nazionale per 160 ore di lavoro mensili a me un dipendente costa 2.600 euro, oltre alla tredicesima e alla quattordicesima».

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