Va a vedere l’incendio: denunciato   Bizzarone, ora caccia al piromane
L’elicottero utilizzato per spegnere l’incendio

Va a vedere l’incendio: denunciato

Bizzarone, ora caccia al piromane

La rabbia del sindaco Guido Bertocchi

per i dieci ettari di bosco andati distrutti mercoledì

Dieci ettari di boscaglia sono stati distrutti dall’incendio divampato l’altro ieri pomeriggio in località Ginestre e sono tuttora in corso sopralluoghi della protezione civile per controllare eventuali ritorni di fiamma, brace che cova sotto la cenere. I carabinieri forestali hanno attivato accertamenti per risalire alle responsabilità del «più assurdo dei roghi», come l’ha definito il sindaco Guido Bertocchi.

Le cause

«Origine dolosa, colposa o accidentale: tutte le ipotesi sono aperte, per quanto sia a mia conoscenza - dice Bertocchi – ma il fatto vero è che si tratta di un incendio contro il buon senso. Chi può essere stato così scriteriato da andare in giro a far danni? Tre tipi di danni: uno, contro le direttive per stare in casa; due, contro l’ambiente. Tre: contro le pubbliche risorse, forze dell’ordine e soccorsi tecnici, distolte dall’emergenza coronavirus, cioè dai bisogni veri delle persone».

Bertocchi è indignato: «Chiamano in continuazione persone che vogliono andare in giro – riferisce - Perchè, chiedo io. Hanno bisogno di fare footing, ginnastica, corsette, rispondono. Ma proprio adesso, voi che non avete mai fatto ginnastica?».

Forse il responsabile dell’incendio ha saputo che è intervenuto l’elicottero antincendio della Regione Lombardia, hanno lavorato per quattro ore quattro squadre dei vigili del fuoco, quattro della protezione civile, su coordinamento dell’amministrazione provinciale, i carabinieri forestali e due pattuglie della polizia locale Terre di Frontiera.

È stato utilizzato un vascone, riempito d’acqua dall’idrante nelle vicinanze: due dispositivi installati nell’ambito del piano di prevenzione e sicurezza che consente la disponibilità di attrezzature in caso di rischi e di emergenze. In dotazione alla protezione civile, il vascone è montato in caso di necessità; l’idrante è uno dei tanti sul territorio. In questo modo, l’elicottero antincendio ha potuto pescare e rovesciare acqua sulle fiamme: il fumo che s’è alzato è stato notato per un largo raggio da gente sui balconi e alle finestre.

Non è riuscito a stare a casa, ma s’è avventurato sul campo operativo un pensionato, colto in flagranza di presenza ingiustificata da un agente della polizia locale Terre di Frontiera.

Curiosità

«Sono qui per curiosità», ha detto l’uomo, all’oscuro che la curiosità non è contemplata dal decreto che permette di uscire solo per motivi di lavoro, salute ed acquisti di generi di prima necessità. Denunciato per disobbedienza agli ordini delle autorità, rischia un procedimento penale, tre mesi d’arresto e 206 euro di ammenda.

Salgono così a 23 i denunciati dalla polizia locale Terre di frontiera nei quattro Comuni del territorio di competenza, Bizzarone, Faloppio, Ronago ed Uggiate Trevano: tutti sorpresi in giro senza motivo. Tra questi, anche due fidanzatini che si scambiavano affettuosità sulla pubblica piazza, nel sole, convinti di essere al riparo da occhi indiscreti.

«Non è che non si possa pomiciare. È che non si può proprio uscire», ha spiegato l’agente, estraendo il blocchetto.

Un minuto dopo, Davide Brienza, assessore alla sicurezza dell’Unione, ha rilanciato il monito: «State a casa». Stavolta, era un grido condito da rabbia.


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