Veniano, delitto della fontanella

«Fu l’omicida a provocarla»

Pubblicate le motivazioni che hanno portato alla condanna di Gabriele Luraschi

A Gabriele Luraschi «era ben consentito un comportamento alternativo» a quello tenuto «che avrebbe scongiurato il rischio di una recrudescenza delle condotte dei contendenti ed avrebbe impedito che si verificasse il peggio». Ovvero la morte di Hans Junior Krupe. Secondo il giudice delle indagini preliminari, che ha condannato il 48enne operaio di Fenegrò a 14 anni di carcere per l’omicidio avvenuto a Veniano la scorsa estate, la lite terminata nel sangue è stata causata proprio dall’omicida. Ed è anche per questo che, a detta del magistrato, a Luraschi non può in alcun modo essere riconosciuta la legittima difesa, come invece chiesto dai suoi legali.

Questa è la conclusione logica che si evince dalle motivazioni della sentenza di condanna del delitto avvenuto alla fontanella del campo sportivo di Veniano.

«Nella fase iniziale della contesa, iniziata davvero per banalissimi motivi, l’imputato ed il ragazzo si erano limitati a recriminazioni ed insulti reciproci - scrive il giudice nella sua motivazione - e tutto avrebbe potuto e dovuto tranquillamente finire lì, ma così non è stato»


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