Tragedia di Crans-Montana. I genitori di Sofia Prosperi: «Fai buon viaggio». Il dolore tra gli amici: «Tutto troppo pesante»

Lugano Dopo giorni di silenzio e riservatezza, la famiglia ha preso la parola al termine della cerimonia funebre per la figlia, una delle 40 vittime della tragedia di Crans-Montana: «Ci rialzeremo, lei ci ha insegnato a farlo»

Lugano

Profuma di arancini e gelati il ricordo di Sofia Prosperi nelle parole di una delle sue migliori amiche. E anche di chiacchierate a non finire, di tramonti in riva al mare, di lunghi mesi di scuola passati a contare i giorni che le separavano dalla loro estate siciliana. Un viaggio che era diventato una tradizione ricordata ieri tra la voce rotta dalle lacrime dalla giovanissima amica di Sofia, sull’altare. «Dovevamo continuare a crescere insieme - dice invece un’altra amica, scossa dai singhiozzi - Tutto questo non ha senso, sei stata la mia migliore amica e mia sorella. Ti prometto che continuerò a prendermi cura di Lavinia come se fosse sorella mia».

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E infatti il ricordo di Sofia ieri aveva il volto sereno di Lavinia, la sorella minore, che è rimasta vicina alla sua bara coperta di rose bianche fino all’ultimo minuto. Lo ha fatto sorridendo a tutti, ricambiando ogni abbraccio e stringendo in ogni momento la mano di mamma Roberta e papà Matteo, nel piazzale davanti alla cattedrale, sulle panche durante la cerimonia e sull’altare mentre loro pronunciavano le ultime parole dedicate a Sofia.

Le parole dei genitori

Dopo una settimana di riservatezza e silenzio pressoché assoluto - dopo il rogo di Crans-Montana, la famiglia Prosperi ha rilasciato pochissime interviste, solo a media svizzeri, e chiesto più volte ai giornalisti rispetto dell’intimità del dolore provato - Matteo Prosperi e la moglie Roberta hanno preso la parola ieri, al termine della cerimonia funebre della figlia.

«Come Sofia ha sempre fatto, noi ci rialzeremo e andremo avanti - ha detto il padre - Oggi non siamo qui solo per salutare Sofia nel suo ultimo viaggio, un viaggio bello e dolce in una vita migliore, ma siamo qui per celebrare la vita che va avanti sempre. Vorrei che tutte le nostre preghiere siano per i ragazzi feriti. Sofia figlia mia, sorridi sempre e fai buon viaggio». Prosperi ha ringraziato anche le autorità della Confederazione e del Canton Ticino insieme ai rappresentati della polizia del Ticino per il sostegno ricevuto nei giorni di attesa a Crans, quando ancora la speranza di ritrovare Sofia tra i vivi leniva l’angoscia.

«Sofia era una ragazza solare e aveva la capacità di comunicare le sue emozioni in tutti i momenti. Auguro a voi ragazzi di riuscire sempre a esprimere i vostri sentimenti - le parole della mamma, con un pensiero alla sua bambina che stava diventando grande - Sarai sempre e per sempre con me nel mio cuore, con il tuo sole. Buon viaggio, figlia, nella consapevolezza che starai meglio lassù».

Il dolore tra gli amici

«Prima Sofi, e ora ho ricevuto un messaggio che anche un altro mio amico non ce l’ha fatta... il mio migliore amico. È troppo pesante tutto questo». Pronuncia queste parole con le labbra vicine allo schermo del cellulare un ragazzo fuori dalla cattedrale di Lugano. È appena terminato il funerale di Sofia Prosperi e intorno a lui è tutto un abbracciarsi tra adolescenti che, all’improvviso, si sono trovati a fare i conti con la morte. Un gruppetto di ragazze, a pochi passi dal giovane, si mette in punta di piedi per sbirciare l’interno della chiesa in cerca della bara bianca di Sofia. Una infila nella borsetta un foglio spiegazzato: è quello su cui ha scritto le parole pronunciate poco prima sull’altare, per ricordare la migliore amica. Il gelo si infila tra sciarpe e cappotti, i genitori cercano, come possono di aiutare i figli a non sprofondare nel dolore. Sembra impossibile ma l’idea improvvisa di una cioccolata calda mentre si attende l’uscita della bara, scalda i cuori e ricorda per un istante che la vita prosegue. «Sofia - ha detto suo padre in cattedrale - avrebbe voluto così».

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