Olimpiadi, si parte. Tutto sullo show della cerimonia di apertura

L’evento Questa sera a San Siro sarà spettacolo. E poi il testimone alle gare, per la prima volta “diffuse”

Milano

La rottura con la tradizione per tracciare la linea del futuro. Nello sport ci sarà un prima e un dopo i Giochi di Milano Cortina che stanno per aprirsi al mondo: l’avvento delle Olimpiadi diffuse nella storia dell’evento a cinque cerchi si manifesta già con la piccola rivoluzione contenuta nel logo, con due città direttamente citate e coinvolte, e sette sedi gare distribuite su 450 km con tre regioni coinvolte.

Una doppia paternità che in oltre 130 anni di storia olimpica non ha un precedente. Anzi, lo crea: e così l’Italia che dall’Arco della Pace nel capoluogo lombardo a Piazza Dibona nella città ampezzana accenderà i due bracieri per dare il via alla XXV edizione della rassegna di neve e ghiaccio in qualche modo farà da cavia al progetto innovatore del Cio.

La corsa contro il tempo

Una doppia sfida per l’Italia che deve farsi trovare pronta sul piano dell’efficienza e della modernità, nonostante la corsa contro il tempo tra cantieri aperti e opere che comunque non verranno completate, e che ambisce sul piano agonistico a scalare un po’ quel dodicesimo posto nel medagliere storico.

Milano Cortina vedrà in campo 92 nazioni e oltre 3.500 atleti sparsi tra le Dolomiti e la Valtellina - e tutti i campioni del ghiaccio all’ombra del Duomo - e in qualche modo dovrà dire se il modello testato in Italia sarà riproducibile in futuro.

Il quadro geopolitico è andato, se possibile, peggiorando a ogni quadriennio alternato tra Giochi estivi e invernali, con pesanti ricadute sui costi da affrontare per organizzare un evento di tale portata: oltre 6 miliardi costeranno per l’Italia, che aspetta comunque ricadute in termini di immagine, infrastrutture, indotto.

Intanto il conto alla rovescia è concluso e quando a San Siro le luci della cerimonia-show si accenderanno e il Cio avrà dichiarato aperti i Giochi, davanti al presidential box con il numero 2 americano Vance a tifare per il solito squadrone e stelle e strisce e il presidente Sergio Mattarella vicino più che mai alla missione azzurra, il testimone passerà ai campi gara iconici, come la Stelvio per lo sci alpino maschile o le Tofane ampezzane per le donne, passando per la culla del biathlon, quell’Anterselva in cui i cinque cerchi campeggiano tra alberi e lago ghiacciato. Un luogo simbolo che in queste ore ha accolto i tanti appassionati della disciplina accorsi anche da oltralpe per tifare.

Lo schieramento

L’Italia ha messo in campo la sua squadra migliore: 196 atleti con un obiettivo di 19 medaglie, e non poche star. Da Sofia Goggia a caccia della consacrazione in casa a Federica Brignone, tornata per non mancare ai Giochi italiani nonostante un infortunio tostissimo che l’ha tenuta fuori dal Circo bianco per tanti mesi.

A Milano ghiaccio infuocato con Arianna Fontana che alla sesta Olimpiade punta a chiudere in bellezza: e lo farà con un antipasto nobile, portabandiera dell’Italia Team a San Siro in compagnia di un altro inossidabile, il re del fondo Federico Pellegrino. Onore che a 400 km di distanza divideranno con Brignone e Amos Mosaner.

Insomma, si alzi il sipario sui Giochi nuovi e ambiziosi, che guardano al futuro sperando già di aver fatto la storia.

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